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VIRUS EBOLA/ Allarme Onu: potrebbe diffondersi per via aerea

Virus Ebola: l'epidemia di febbre emorragica sta continuando a diffondersi in territorio africano, ma è di oggi la notizia che è stato accertato un primo caso in America, a Dallas.  

(Infophoto) (Infophoto)

VIRUS EBOLA 2014, ALLARME ONU - Il virus ebola potrebbe diffondersi per via aerea. L’allarme è stato lanciato dall’Onu. "Quanto più a lungo il virus circola nei suoi ospiti umani nel 'melting pot' che è l'Africa occidentale, più aumentano le probabilità che possa mutare", ha spiegato Anthony Banbury, capo delle missioni speciali contro l’epidemia delle Nazioni Unite al Telegraph. Quello della trasmissione aerea è "uno scenario da incubo, e improbabile, ma non può essere escluso". Intanto il numero di contagi sta raddoppiando ogni 20-30 giorni. I morti a causa del virus sono stati 3.300. "In un'intera carriera a contatto con guerre e disastri naturali - ha detto l’esperto - non ho mai visto niente di più rischioso". In Sierra Leone si verificano cinque nuovi casi l’ora e la cifra potrebbe raddoppiare entro la fine del mese: è necessario l’aiuto della comunità internazionale, è l’appello della Ong “Save The Children”.

VIRUS EBOLA 2014, PRIMO CASO IN USA - L’epidemia di Ebola che si è scatenata nel continente africano non si è ancora fermata, anzi si sta espandendo: è di oggi, infatti, la notizia di un contagio accertato in America da parte del CDC di Atlanta. Si tratta di un adulto liberiano che è giunto a Dallas il 20 settembre in visita alla sua famiglia. Dopo circa quattro giorni dall’atterraggio ha iniziato a manifestare i primi sintomi della febbre emorragica, ed è stato poi ricoverato presso l’ospedale presbiteriano di Dallas. In quel luogo il paziente è stato immediatamente posto in isolamento e si sono prese tutte le precauzioni sanitarie relative, per evitare il contagio di altri malati, del personale sanitario e  dei visitatori. “E’ venuto negli Stati Uniti per visitare alcuni familiari che vivono in questo paese” ha affermato Thomas Frieden, che dirige il centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie di Atlanta, incoraggiando poi la popolazione a non creare allarmismi a riguardo perché, ha continuato “non c’è alcun dubbio che la situazione rimarrà sotto controllo e che la malattia non si diffonderà negli Usa”. Anche il pericolo sanitario per i passeggeri che erano sul suo stesso volo, è stato assicurato, sarebbe inesistente; in quanto il malato ha iniziato a manifestare i sintomi circa quattro giorni dopo l’atterraggio del velivolo. 

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