BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

VIRUS EBOLA/ Nuovo contagio in Texas: infermiere positivo agli esami

E’ morto il dipendente delle Nazioni Unite di origini sudanesi che aveva contratto il virus ebola in Liberia. L’uomo, 56 anni, era ricoverato all'ospedale Sankt Georg di Lipsia in Germania

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

VIRUS EBOLA, NEWS - Nuovo caso di ebola negli Stati Uniti: il dipartimento dei servizi sanitari ha fatto sapere che si tratta di un infermiere dell’ospedale di Dallas, lo stesso dove era ricoverato Thomas Duncan (il cosiddetto "paziente zero") e dove un’altra infermiera era stata contagiata. Decine di persone si trovano adesso in quarantena in attesa delle necessarie verifiche. Durante il vertice Ue tenutosi ieri per fare il punto sull’emergenza, inoltre, il capo delle operazioni di pace delle Nazioni Unite, Herve Ladsous, ha riferito che "due membri della missione Onu in Liberia sono morti a causa del virus Ebola e altri 39 sono in quarantena". Le Nazioni Unite hanno anche confermato che il numero dei nuovi contagi potrebbe salire fino a diecimila a settimana in dicembre.

VIRUS EBOLA, NEWS - Ancora un allarme ebola in Italia, ma quasi già rientrato. Un aereo della Turkish Airlines decollato da Istanbul e diretto a Pisa ha effettuato un atterraggio di emergenza allo scalo romano di Fiumicino dopo che a bordo due passeggeri hanno accusato un malore. Una volta a terra, a bordo è intervenuto il personale dell'Usmaf (Uffici di sanità aerea e di frontiera) e i medici del 118 che hanno trasferito i due passeggeri, una donna e il figlio di quattro anni, all'ospedale Spallanzani di Roma, uno dei centri specializzati della capitale per gestire pazienti affetti da malattie contagiose. Da quanto emerge finora, sembra che i primi esami effettuati abbiano escluso la presenza di virus ebola. Anche gli altri passeggeri non sono stati messi in quarantena e dovrebbero ripartire nel pomeriggio.

VIRUS EBOLA, NEWS - Un'epidemia di virus ebola in Europa "non è inevitabile, ma credo che sia improbabile". Lo ha detto Gianni Rezza, capo dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, intervenuto ai microfoni di Effetto Giorno su Radio 24. "In Europa si è in grado di controllare l'infezione con una certa facilità – ha aggiunto - Il problema è che se nel contesto africano l'epidemia dovesse continuare a perdurare per molto tempo e se si espandesse ad altri Paesi che non sono colpiti o che l'hanno contenuta bene, come Nigeria e Senegal, certamente il quadro muterebbe”. Questo perché “noi abbiamo molti più scambi con altri Paesi africani di quanti non ne abbiamo con Sierra Leone, Guinea e Liberia. Per quanto il nostro contesto sia completamente diverso il sistema verrebbe messo sotto stress", ha concluso Rezza.

VIRUS EBOLA, NEWS - E’ morto il dipendente delle Nazioni Unite di origini sudanesi che aveva contratto il virus ebola in Liberia. L’uomo, 56 anni, si trovava ricoverato all'ospedale Sankt Georg di Lipsia, in Germania, uno dei sette centri tedeschi dotati di unità di isolamento per casi di malattie contagiose. L’annuncio del decesso è stato dato dai responsabili della struttura sanitaria tedesca dove la vittima era arrivata giovedì scorso dopo aver viaggiato a bordo di un aereo speciale attrezzato per trasportare pazienti che hanno contratto malattie di questo tipo. I medici avevano definito le sue condizioni "estremamente gravi, ma stabili". Si tratta del primo caso di morte per ebola in Germania. Si riunisce intanto oggi a New York il Consiglio di sicurezza dell'Onu per fare il punto sull’emergenza: il vertice prende il via poche ore dopo l'appello lanciato dal presidente statunitense Barack Obama e dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, alla comunità internazionale: "I due leader - ha fatto sapere la Casa Bianca in una nota - si sono trovati d'accordo sul fatto che, di fronte alla minaccia posta da Ebola, la comunità internazionale deve dare prova di maggiore determinazione e impegno per rispondere in maniera più risoluta" all'emergenza.

© Riproduzione Riservata.