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DIARIO GERMANIA/ Bernd Lücke (AfD), il "reazionario" che piace ai cattolici

Bernd Lucke (Infophoto) Bernd Lucke (Infophoto)

Ovviamente è legittimo esprimersi con una petizione contraria, ciò fa parte della vita democratica, ma non ci si può non chiedere, al cospetto delle reazioni fortissime di incomprensioni di questo tipo di manifestazione da parte di chi non è d'accordo, se non sarebbe più auspicabile un atteggiamento di dialogo, capace di vedere quali bisogni gli avversari politici vogliono esprimere con le loro idee e progetti politici e giuridici. 

Questa incapacità di dialogare ha un perfetto riscontro sia nella visione economica che nella visione del mondo, ed in questo senso queste espressioni politiche e sociali sono l'esatto contrario dello stile di papa Francesco (cfr. la sua "cultura dell’incontro in una pluriforme armonia", Evangelii Gaudium, 220), che invita ad un dialogo con tutti ed ad uscire dalla propria concezione di "chiesetta da difendere" per essere presenti nelle periferie del mondo; anche nel senso, come è ovvio, delle periferie intese come modo di vedere le cose. 

Un partito come la AfD non può essere paragonato con movimenti e partiti di estrema destra che sono stati presenti nella scena politica tedesca e lo sono ancora, come la Npd (Partito nazionalista tedesco), che come dice Lücke nell'intervista è rappresentato da persone che non sono neppure capaci di formulare autonomamente un volantino politico. Come retroterra politico la Npd sogna, forse solo a livello inconscio, Adolf Hitler come la soluzione dei problemi tedeschi, mentre le persone della AfD piuttosto un uomo forte come Claus Schenk Graf von Stauffenberg, che come sa anche un pubblico ampio dall'interpretazione filmica di Tom Cruise, è colui che il 20 luglio 1944 ha tentato di ucciderlo. 

Vista il consenso (crescente) di AfD, sarebbe forse un errore sottovalutarlo. L'unico motivo per farlo è precisamente un atteggiamento culturale che si irrigidisce in uno scontro verso una posizione di scontro, motivato ancora una volta dalla "mancanza della cultura dell'incontro in pluriforme armonia" di cui parla Francesco.

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