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SCENARIO/ Pelanda: Putin-Renzi-Merkel, l'Ucraina e il gas c'entrano poco

Per CARLO PELANDA, il vertice è stato l’occasione di un importante chiarimento con il presidente Putin che porterà benefici significativi alle relazioni bilaterali tra i due Paesi

Putin a Milano (Infophoto) Putin a Milano (Infophoto)

“Renzi e Putin incontrandosi a Milano si sono chiariti per quanto riguarda i rapporti bilaterali tra Italia e Russia, e ciò nell’attuale fase dell’economia non può che rappresentare una notizia positiva”. E’ l’analisi di Carlo Pelanda, professore di Politica ed Economia internazionale nell'Università della Georgia (Usa). L’occasione per il chiarimento è stato il vertice Asem di giovedì e venerdì. All’incontro hanno preso parte i 28 Paesi membri dell’Unione Europea, la Commissione Ue, Cina, Giappone, India, Russia, Pakistan e altri importanti Stati di Europa e Asia. Sotto i riflettori del vertice la crisi russo-ucraina, anche se in realtà è stata soprattutto l’economia a farla da padrona.

 

Qual è il vero valore di questo vertice Asem?

In occasioni come il vertice Asem le decisioni importanti sono prese durante i vertici bilaterali o trilaterali. Giovedì e venerdì c’è stato un chiarimento nel trilaterale tra Russia, Germania e Italia, e sono stati fatti passi avanti migliorativi delle relazioni tra l’Italia e la Malesia.

 

Parlando dell’Ucraina, Putin ha detto che l’esito dei colloqui è stato “buono”, mentre la Merkel ha ritenuto “di non aver potuto purtroppo identificare alcuna apertura” da parte della Russia. Chi dei due ha ragione?

Le relazioni tra Poroshenko e Putin si stanno sviluppando attraverso dei mediatori che stanno effettivamente portando a un riavvicinamento tra le due posizioni. Anche se il chiarimento di cui parlavo riguarda soprattutto le spiegazioni che si sono date Putin, la Merkel e Renzi. I tre leader si sono chiariti sul dove fermarsi e da dove ricominciare.

 

Che cosa riguarda nello specifico questo chiarimento?

C’era una questione da definire, e cioè dove ci si ferma nella frizione nata per la crisi ucraina, perché poi da lì si ricomincia a costruire una relazione positiva. Per quanto riguarda le operazioni di peacekeeping da parte dell’Occidente, le sanzioni e le truppe che sparano per strada, si è stabilito che non si supererà una determinata soglia. Sono cose che non si possono dire al telefono, e un vertice come l’Asem serve proprio a mettere in atto un bilaterale per cui i leader mondiali si parlano di questioni molto importanti guardandosi negli occhi e a microfoni spenti. Un politico capisce quale è il limite a cui l’altro arriva e dove si deve fermare. Putin, la Merkel e Renzi si sono messi d’accordo, e questa è una buona notizia.

 

Secondo lei che cosa cambierà in Ucraina dopo il vertice Asem?

Ai leader internazionali non importa nulla dell’Ucraina. Kiev dovrà rinunciare a un pezzo di Stato, ma guadagnerà un’associazione con l’Ue, anche se di fatto l’Ucraina resterà uno Stato cuscinetto.

 

Qual è quindi la vera questione sul tappeto?


COMMENTI
19/10/2014 - Cosa centra Renzi? (Moeller Martin)

I chiarimenti dei rispettivi limiti e posizioni è avvenuto al summit di Berlino tra i ministri degli esteri di Russia e Germania con la Francia a fare da palo. Prova è che subito dopo si sono attivati personalmente la Merkel in Ucraina e Putin in Bielorussia. Cosa avranno detto? Per logica e buon senso la Merkel avrà chiesto a Poroschenko che deve accordarsi con i russi chiarendogli che non può contare su nessun aiuto concreto, ne da parte degli USA, fuggiti dopo aver provocato i disordini, ne dall' UE, che stanzierà solo qualche spicciolo e che dopo la Serbia non accoglierà nuovi stati per anni, ne dalla NATO, dove si sono ricordati delle migliaia di testate nucleari di cui dispone la Russia. Putin in Bielorusia può avere chiesto due cose o probabilmente entrambe: un canale ad uso dei paesi 'amici' per aggirare le sanzioni e l'invio di 'volontari' bielorussi a sostituire i 'volontari' russi che Putin si è impegnato a ritirare. Poco dopo e ben prima di Milano, i primi incrontri Putin-Poroschenko. Nessuna traccia di Renzi.