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STATO ISLAMICO/ Stupri, decapitazioni, pestaggi: l'inferno di due ragazze yazidi

Pubblicazione:giovedì 2 ottobre 2014

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Sono riuscite a scappare dall'inferno della prigionia dello stato islamico. Sono due sorelle di 15 e 19 anni di etnia yazidi, ferocemente perseguitata dagli islamici di Isis. Adesso che sono riuscite a scappare hanno raccontato l'orrore che hanno visto e vissuto al sito Globalpost.com. Catturate nel villaggio di Tal Azir durante la grande offensiva dello scorso agosto  insieme alla madre, il fratello e la moglie incinta di costui, vennero portate a Mosul. Le donne divise dagli uomini, questi ultimi quasi tutti uccisi sul posto. Sara, una delle due sorelle, 15 anni, venne venduta a un uomo anziano. Mentre si trovava insieme alle altre donne, una di esse si impiccò per la disperazione, le altre che cercavano di uccidersi venivano poi brutalmente picchiate in modo che nessuna cercasse di fare altrettanto. In prigionia venivano loro continuamente mostrati video di decapitazioni. Nei video, centinaia di decapitazioni, mentre i miliziani ridevano e chiedevano alle donne se conoscevano qualcuno dei giustiziati, tra i quali c'era sempre un loro familiare. Per tenerle calmei miliziani facevano loro iniezioni di tranquillanti, Sara ricorda che venivano fatte in modo brutale e le sue braccia sanguinavano continuamente. Il marito della sorella diciannovenne invece venne ucciso al momento della conquista del villaggio insieme a ragazzini anche di soli 14 anni. Secondo le organizzazioni umanitarie, oggi si contano più di 12mila appartenenti al popolo yazidi scomparsi, di cui 5mila donne e 7mila uomini. 



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