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ISLAM/ Sbai: il nostro buonismo è l'asso nella manica dei salafiti "made in Italy"

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Vede, non posso essere io a stabilire se la minaccia di quel commento sia reale o meno, se sia un pericolo o meno. A questo pensano le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria, a cui mi sono prontamente rivolta e alle quali sempre mi rivolgo anche per sintomi che spesso appaiono poco credibili ma nascondono pericoli veri. Mi chiedo anche perché la minaccia di morte arrivi ora…

E che risposta si dà?
Guarda caso l'accaduto arriva proprio mentre ero in Cassazione per l'ultima udienza del processo sulla morte di Shaznaz Begum e il pestaggio di Nosheen Butt. Ogni segnale di possibile innalzamento della tensione va sempre e comunque denunciato. E io non sono mai stata smentita perché so bene di quel che parlo, conoscendo a fondo le due culture. Anzi, ho sempre ricevuto piena condivisione degli intellettuali arabi liberali e moderni.

Da chi viene in questo momento il pericolo maggiore per un paese come l'Italia? dagli immigrati, dai convertiti, da cellule dormienti? da chi o da che cos'altro?
Il pericolo maggiore viene dal buonismo e dal relativismo, che permettono a tutti di fare tutto, di spacciare una vessazione per libertà e di predicare qualcosa che nulla ha a che vedere con l'islam vero e moderno, bensì solo con l'integralismo. Un paese non si colpisce solo facendo un attentato, ma anche minando le radici della sua società, rendendole deboli e facili da sradicare. Questo è il pericolo maggiore. Una società che conosce la differenza fra il bene e il male non teme nessuno.

Secondo lei, in un momento come questo in cui singoli islamisti impugnano le armi per compiere stragi, come è avvenuto in Canada, servirebbero delle leggi speciali?
Non penso a leggi speciali, penso ad una rinnovata mentalità dell'inclusione, ma anche dell'esclusione. Occorre distinguere accuratamente, proprio in virtù di ciò che ci dicevamo prima, fra chi viene qui o sta qui per vivere serenamente e chi utilizza il nostro paese come base logistica e di addestramento e reclutamento di jihadisti. E questo lo si fa solo con una politica più attenta alla sicurezza e meno al calpestare fantomatici diritti che in realtà nascondono solo volontà di conquista.

Ha paura?
Non ho paura, ma mantengo la guardia alta. È molto semplice, e altrettanto pericoloso, pensare che dietro alle parole si celino solo dei pazzi o dei semplici esaltati. Perché l'estremismo parla spesso per simboli ed è capace di condannare a morte una persona solo con una impercettibile parola in un testo, o con l'immagine di un fucile accostato alla faccia di qualcuno, come è accaduto a me. Non sono una tuttologa né una docente di islamistica, ma conosco bene i due contesti, quello occidentale e quello arabo, e seguo lo svolgersi degli eventi, che danno bene il segno di come il panorama storico stia rapidamente cambiando.

Continuerà a a fare quello che ha fatto fino ad ora?
Certamente. Io non ho mai smesso di pensare né di scrivere in tutta libertà, nonostante abbiano tentato più volte di zittirmi, e questo è il segreto per vincere la sfida contro l'estremismo. Inseguire e difendere la libertà, costi quel che costi. 

(Federico Ferraù)

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