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DIARIO ARGENTINA/ Le bugie del potere che "premiano" terroristi e assassini

Pubblicazione:domenica 26 ottobre 2014

Carlos Manfroni e Victoria Villaruel Carlos Manfroni e Victoria Villaruel

La storia argentina ha conosciuto, dal 1969 fino al 1983, uno dei suoi periodi più foschi oltreché tragici. Un lasso di tempo dove a deboli democrazie si susseguono governi gestiti da militari, il ritorno di Peron e l’inizio della dittatura tristemente famosa instauratasi nel 1976. Sembra incredibile, ma quel periodo storico, seppur abbastanza recente, è immerso in un oblio la cui memoria risulta spesso lacunosa perché scomoda. Specie per quanto riguarda il ruolo di movimenti politici dediti alla lotta armata e la loro influenza nefasta, perché immersero il Paese in una sorta di guerra civile mietendo vittime con una crudeltà inaudita.

Persone che hanno perso la loro vita in attentati, sequestri, sparatorie, rapine; gente per la quale la parola “diritti umani” non è mai esistita. Ma due avvocati, Carlos Manfroni e Victoria Villaruel, anche attraverso un’organizzazione sorta al riguardo (denominata Celtyv, Centro di studi legali sul terrorismo e le sue vittime) non solo hanno portato questa problematica fino alle Nazioni Unite, ma attraverso la pubblicazione di un libro intitolato “Gli altri morti” (“Los otros muertos”) hanno fatto conoscere a molti argentini una realtà che ignoravano.

Carlos e Victoria sono anche individualmente autori di altri due testi sempre legati ai tragici anni Settanta: “Montoneros, soldati di Massera”, in cui Manfroni rivela gli incredibili legami che univano i terroristi con uno dei personaggi più nefasti della dittatura, il capo di Stato Maggiore della Marina Militare Emilio Eduardo Massera; Victoria Villaruel ha invece pubblicato nel 2009 un’esaustiva indagine sui vari movimenti terroristici argentini intitolata “Li chiamano... giovani idealisti”. Recentemente abbiamo incontrato i due autori a Buenos Aires, per cercare di approfondire una tematica totalmente sconosciuta in Italia.

 

Siete gli autori di un testo che fornisce una spiegazione storica documentatissima ma totalmente sconosciuta in Italia sugli anni ‘70 in Argentina. Cosa vi ha spinto a scriverlo?

Villaruel: «Entrambi facciamo parte di un’associazione in Argentina che si occupa delle vittime del terrorismo. Però fino a oggi non si sapeva quasi nulla e soprattutto non si avevano dati precisi. Dal 2008 abbiamo iniziato una ricerca che è poi sfociata nel libro».

 

È innegabile che in quegli anni di fu una guerra combattuta da due eserciti, armati.... ambedue in nome di Dio. Perché poi, con la sola eccezione del famoso processo del “Nunca mas” durante la presidenza di Alfonsin, dove furono giudicati militari e terroristi, questi ultimi vennero esclusi dai processi?

Manfroni: «Sì, effettivamente durante la Presidenza di Alfonsin furono giudicati anche appartenenti al gruppo dei Montoneros, mentre stranamente quelli dell’Erp, l’altra organizzazione terroristica, vennero “dimenticati”. Successivamente, durante la presidenza di Menem, ci fu un indulto generale, mentre il kirchnerismo ha annullato queste leggi e ripristinato le condanne solo per i militari».

 

Perché?

Manfroni: «È quello che vorremmo capire. Perché se i crimini contro l’umanità non si possono considerare caduti in prescrizione, allora la teoria vale per tutti. C’è da considerare che la Corte che ha deciso era composta di giudici eletti dal Governo, che hanno adottato il principio di come si possono considerare crimini contro l’umanità non prescrivibili solo quelli operati da forze appartenenti allo Stato. Perché così affermano i codici internazionali...».

 

Vi risulta?


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