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VIRUS EBOLA/ Undici soldati Usa in quarantena nella base di Vicenza: provenivano dalla Liberia

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VIRUS EBOLA, NEWS - Undici soldati americani si trovano in isolamento presso la base militare di Vicenza dopo essere rientrati dalla Liberia. I militari rimarranno in quarantena per 21 giorni, il tempo di incubazione del virus Ebola: solo dopo questo periodo potranno essere giudicati fuori pericolo. "Il Prefetto e le autorità militari americane mi hanno assicurato che tutti i militari tornati dall’Africa sono sani. Nessuno di loro presenta i sintomi dell’Ebola", ha assicurato il sindaco di Vicenza, Achille Variati. Tra gli undici soldati ci sarebbe anche il generale Darryl Williams, comandante della base americana in Africa. Come fatto sapere dall'ambasciata americana a Roma, "il rischio potenziale di infezione è basso, dal momento che in Liberia i militari non hanno avuto contatto con persone contagiate dal virus".

VIRUS EBOLA, NEWS - Cresce l'allarme ebola anche in Australia, dove il ministro dell'Immigrazione Scott Morrison ha annunciato che il governo sospenderà "provvisoriamente” il programma di immigrazione, compreso il programma umanitario, "in provenienza dai paesi colpiti dal virus Ebola". Insomma, chi proviene da Sierra Leone, Guinea e Liberia non potrà entrare nel Paese e non potrà richiedere il visto per viaggiare verso l'Australia. Non solo, è stato anche deciso di annullare i visti già concessi, fatta eccezione per quelli per motivi umanitari. La notizia della chiusura australiana arriva appena poche ore dopo la decisione del governatore di New York Andrew Cuomo (su pressione dell’amministrazione Obama dopo le recenti polemiche) di allentare le misure sulla quarantena imposte agli operatori sanitari che rientrano all'aeroporto internazionale JFK.

VIRUS EBOLA, NEWS - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il governatore di New York Andrew Cuomo ha fatto sapere di aver allentato le misure sulla quarantena precedentemente imposte agli operatori sanitari che rientrano all'aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy dai Paesi dove è in corso l'epidemia di virus Ebola. Tra le nuove misure, è stato deciso che gli operatori che hanno avuto contatti con persone affette da Ebola, ma che non presentano alcun sintomo, potranno tornare a casa ma dovranno essere monitorati per 21 giorni, il tempo di incubazione del virus. Dopo questo periodo di tempo, infatti, in assenza di sintomi un paziente può essere giudicato fuori pericolo. Inoltre se gli operatori che rientrano al Jfk non hanno mai avuto contatti diretti con malati di Ebola, non dovranno neanche essere sottoposti a questo periodo di confinamento. In caso di quarantena nelle proprie abitazioni, invece, ogni giorno dei funzionari locali, in collaborazione con gli ufficiali sanitari, effettueranno due visite al giorno per monitorare la situazione.

VIRUS EBOLA, NEWS - Era il primo caso di Ebola in Mali: è morta la bambina di due anni che aveva contratto il virus dal padre, anche lui deceduto. La piccola era stata portata in ospedale lunedì ed era risultata positiva alla febbre tifoidea. Poi era stata testata per l’Ebola e messa in isolamento a Kayes. La notizia è stata confermata da una fonte dell’ufficio del primo ministro dello stato dell’Africa occidentale. La bambina aveva viaggiato dalla Guinea, dove il virus ha già ucciso 4.700 persone, a bordo di un autobus. Come ha fatto sapere l’Oms, per il momento sono 43 le persone individuate che hanno avuto contatti con la bambina, tra cui dieci operatori sanitari, persone che ora sono monitorate in isolamento. "I sintomi che la bambina aveva mostrato durante il viaggio sull'autobus sono particolarmente preoccupanti, perché c'erano state diverse possibilità di esposizione al virus per molte persone", ha chiarito l'Oms in una nota. Molte persone sono a rischio contagio nel Paese, visto che l’autobus durante il tragitto si è fermato in diverse città, tra cui la capitale Bamako, dove la bimba aveva trascorso due ore. Il Mali è il sesto paese dove sono stati registrati casi di Ebola. (Serena Marotta)  



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