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Esteri

VIRUS EBOLA/ Vicenza, in arrivo altri trenta soldati americani

L'epidemia di ebola colpirà presto la Cina. Ne è convinto Peter Piot, uno degli scienziati che ha scoperto il virus che ha già fatto registrare 10.141 casi sospetti e 4.922 decessi. 

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Altri trenta marines provenienti dalla Liberia sono atterrati questa mattina all'aeroporto di Pratica di Mare. Dopo essere stati sottoposti alle visite mediche previste dai protocolli internazionali, i militari americani verranno trasferiti tra sabato e domenica alla base statunitense "Del Din" a Vicenza, dove già si trovano altri loro undici commilitoni posti in quarantena da tre giorni (ci rimarranno quindi per altri 18 giorni). Intanto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiarito che l'ospedale di Vicenza "non si occuperà di un eventuale caso di contagio da ebola di un militare americano rientrato dall'Africa, perché verrebbe portato negli Stati Uniti. La base di Vicenza è extraterritoriale e il transito è dalla base direttamente negli Usa". Finora tutti i casi sospetti hanno avuto esito negativo, ma "anche a Vicenza si stanno applicando i protocolli internazionali e per i militari di Vicenza vale esattamente quello che vale per i cooperatori italiani", ha aggiunto il ministro.

"Di fronte all’aggravarsi dell’epidemia di ebola, desidero esprimere la mia viva preoccupazione per questa implacabile malattia che si sta diffondendo specialmente nel Continente africano, soprattutto tra le popolazioni più disagiate". Lo ha detto Papa Francesco al termine dell’udienza generale di oggi, lanciando un nuovo appello affinché l'epidemia possa essere fermata. "Sono vicino con l’affetto e la preghiera alle persone colpite, come pure ai medici, agli infermieri, ai volontari, agli istituti religiosi e alle associazioni, che si prodigano eroicamente per soccorrere questi nostri fratelli e sorelle ammalati - ha detto il Santo Padre - Rinnovo il mio appello, affinché la Comunità Internazionale metta in atto ogni necessario sforzo per debellare questo virus, alleviando concretamente i disagi e le sofferenze di quanti sono così duramente provati. Vi invito a pregare per loro e per quanti hanno perso la vita".

Il presidente della Banca Mondiale ha lanciato un appello: si cercano migliaia di medici e di infermieri disposti ad andare volontari nell'Africa occidentale. Scopo della missione è ovviamente unico: combattere la diffusione del virus dell'Ebola. Secondo Jim Yong Kim ci vogliono almeno 5mila persone. Un appello che la dice lunga della situazione drammatica che si vive in quelle regioni, dove il conto delle persone infette ha già superato le 10mila unità e ucciso quasi 5mila persone. Il problema, ha detto ancora, è che molti oggi sono spaventati all'idea di recarsi in Africa per timore di contrarre il virus: non sarà facile trovare i volontari, ha spiegato. Ma la speranza ha detto è che medici e infermieri si rendano conto che quando hanno deciso di fare quel tipo di lavoro, era proprio per essere utili in momenti come questo. 

L'epidemia di ebola colpirà presto la Cina. Ne è convinto Peter Piot, uno degli scienziati che ha scoperto il virus che fino ad oggi, secondo i recenti dati forniti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha fatto registrare 10.141 casi sospetti e 4.922 decessi in tutto il mondo. Intervistato dal South China Morning Post, Piot ha spiegato che migliaia di cinesi sono al momento impegnati in Africa, anche nei Paesi dove l’epidemia è più diffusa: per questo è sicuro che prima o poi il virus arriverà anche in Cina. Ad oggi, però, non è stato ancora segnalato alcun caso nella Cina continentale, mentre ad Hong Kong un caso sospetto aveva fatto scattare l'allarme ma i successivi esami hanno escluso la presenza di ebola. Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha aggiunto che l'epidemia raggiungerà il suo picco nei prossimi 6-12 mesi: il modo migliore per controllare il virus? Fare le analisi del sangue, che sono "sicure e poco costose".

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