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Esteri

ISIS/ Iraq e Siria, la doppia "tentazione" di Erdogan

Soldato turco (Infophoto)Soldato turco (Infophoto)

Ribadisco che è molto improbabile che un leader, per quanto di un partito religioso, vada a fare accordi con dei fanatici. Per dirla tutta, è come immaginare che Giulio Andreotti, in quanto cattolico, potesse fare accordi con il Ku Klux Klan. La stessa identica cosa. Certo Erdogan si sta battendo per un ritorno a certi valori anche fondamentalisti della religione islamica nel suo paese, ma compromettere il suo ancoraggio con la società andando ad accordarsi con il diavolo, mi sembra impossibile.

 

Il Parlamento turco sta discutendo l'intervento militare. Se venisse approvato cosa cambierà sullo scenario di guerra?

Un intervento sul fronte logisticamente è tutto da vedere. Politicamente cambierà molto, sarebbe un grande passo in avanti.

 

In che senso?

La Turchia non so quanto ha interesse a entrare nella polveriera siriana. Bisogna distinguere un'operazione che ha come scopo difendere la fascia di frontiera e quindi tenere fermi i migliaia di profughi curdi che premono, e un intervento in Siria che miri a destabilizzare l'attuale ripartizione dei poteri nel paese.

 

E un intervento in Iraq?

Per quanto riguarda l'Iraq il discorso è diverso. La Turchia potrebbe decidere di entrare militarmente sul territorio per una questione di rapporto con i curdi, per stabilire cioè e ottimizzare la situazione in Kurdistan. La Turchia ha sostanzialmente due scelte: o negozia con i curdi o fa la guerra contro i curdi. 

 

Tornando alla Siria, Assad sembra un po' uscito di scena. Di fatto con i bombardamenti americani assiste a una guerra dentro casa sua. E' così?

Assad sta più che mai ritrovando forza. E' vero che gli americani non hanno voluto negoziare con lui, ma non stanno bombardando lui bensì un suo avversario. Assad sta rafforzandosi politicamente, la situazione è molto cristallizzata in Siria e il bombardamento americano sta rimettendo in gioco le pedine a favore di Assad e di quelle forze contro Assad che oggi devono difendersi da Isis.

 

Che sviluppi prevede?

La questione siriana è diretta verso una ripartizione di due, tre, qualcuno dice anche quattro parti, anche se io non credo si arrivi a quattro, delle zone territoriali interne. Assad avrà un'area e le altre forze in campo altre. Ma Assad non sparisce dallo scacchiere, anche perché ha un gruppo molto vasto ed eterogeneo di popolazione siriana che è con lui.

 

In sostanza si può dire che questa crisi sta ridisegnando non solo lo scenario mediorientale ma lo stesso mondo islamico? 

 

Assolutamente sì, una ridefinizione di Siria, Iraq e poi anche Libano. Bisogna poi smettere di ridurre questo conflitto a una guerra tra sciiti e sunniti: c'è molto di più in campo, la situazione è molto più complessa. Questi sono gruppi di popolazioni che stanno cercandosi nuovi territori e nuove situazioni politiche. Purtroppo non succederà domani, ci vorranno anni e ancora molto sangue. 

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