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Esteri

BURKINA FASO/ Golpe militare: almeno 30 morti. Compaoré pronto a dimettersi

Sono tre giorni che continuano le ribellioni e le rivolte in Burkina Faso: un vero e proprio golpe contro il Capo di Stato, Blaise Campaoré. Il bilancio è di 30 morti e oltre 100 feriti.

Blaise Compaoré (Infophoto)Blaise Compaoré (Infophoto)

Vanno avanti ormai da tre giorni gli scontri e le dimostrazioni violente che stanno prendendo di mira il leader del Burkina Faso, Blaise Compaoré, e il suo governo sulla nazione. Moltissimi i manifestanti che hanno già incendiato la sede del Parlamento; ma hanno occupato anche gli uffici del Municipio della capitale, Ouagadougou, le stanze dalle quali viene trasmessa la tv di Stato e anche quelle del partito del potere, riducendo tutto in cenere. Tutto questo, fino ad adesso, ha avuto un bilancio molto negativo: si contano, infatti, almeno 30 persone morte e 100 ferite. Anche alcuni personaggi appartenenti all’esercito del Burkina Faso si sono uniti alla rivolta, invece di difendere gli edifici presi di mira e il Capo di Stato Blaise Compaoré. Proprio lui è accusato e biasimato di condurre una politica corrotta, che si dimentica della popolazione ed è attenta solo agli amici, ai familiari e ai suoi favoriti. Il popolo del Burkina Faso è sceso nella piazza principale della capitale per questa ragione, chiedendo l’allontanamento di Compaoré, che mantiene la sua posizione da 27 anni, e reclamando l’istituzione di un nuovo governo: nell’ultimo periodo, infatti, era emersa la proposta di estendere il suo mandato grazie alla promulgazione di una riforma costituzionale. Alla richiesta dei cittadini di rinunciare a questo nuovo progetto, il Capo dello Stato avrebbe risposto chiedendo altri tre anni al potere. Questa decisione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e la scintilla che ha fatto degenerare le manifestazioni in violenza, dando luogo ad un vero e proprio golpe: al seguito di quanto successo in questi ultimi tre giorni, il Capo di Stato si è detto disponibile a concedere “un periodo di transizione”, al termine del quale cederà il potere a qualcun altro. Questo periodo di transizione dovrebbe durare 12 mesi, e già nella giornata di domani, sabato 1 novembre, dovrebbero essere annunciati i nuovi nomi che faranno parte del governo provvisorio.

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