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Esteri

ISRAELE-PALESTINA/ Herzog (Haaretz): se scoppia Gerusalemme salta tutto

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E’ molto difficile dirlo, perché ciò che è avvenuto è qualcosa che è al di fuori del controllo dei leader politici. Gli israeliani di estrema destra non sono pienamente controllabili dal governo Netanyahu, e gli stessi residenti palestinesi quando sono in preda alla rabbia sono molto difficili da calmare. In questo momento nessuno sa quindi che cosa accadrà, spero che non ci sarà nessuna escalation. Tanto israeliani quanto palestinesi dovrebbero essere consapevoli del pericolo che stiamo correndo tutti quanti in questo momento.

 

Gli estremisti di entrambe le parti stanno dettando la loro agenda politica tanto al governo israeliano quanto all’autorità palestinese?

Sì, c’è un serio e concreto rischio che gli estremisti riescano a imporre il loro programma, anche se spero che riusciremo a fermarli in tempo.

 

Che cosa può fare il governo israeliano per impedire che ciò accada?

Quando si tratta di Gerusalemme dobbiamo usare la massima cautela. Da un lato quindi c’è quanto la polizia sta compiendo per impedire un’escalation ed evitare frizioni tra israeliani e palestinesi in quell’area. Ciò che accadrà oggi in occasione della preghiera del venerdì sarà decisivo. La polizia israeliana farà qualsiasi sforzo per impedire che gli estremisti di destra sfruttino questa situazione per esacerbare gli animi. Quando però ci sono movimenti di piazza di questa portata è sempre possibile che si verifichi qualche imprevisto.

 

C’è il rischio che si ripeta una crisi come quella di quest’estate?

Ci sono tensioni politiche tra israeliani e palestinesi, specialmente in conseguenza del collasso dei negoziati di pace e di quanto sta avvenendo a Gaza. D’altra parte Israele sta collaborando con l’Autorità palestinese alla ricostruzione di Gaza. C’è un accordo tra Onu, Israele e Autorità Palestinese. L’attuale momento politico aumenta però i rischi che la situazione per la sicurezza peggiori anche sul terreno. Non mi attendo una Terza Intifada, ma ci sono tensioni sul terreno che vanno risolte non soltanto attraverso le forze di polizia ma anche con una mediazione politica.

 

(Pietro Vernizzi)

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