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ISIS/ Decapitato l’ostaggio inglese Alan Henning

Continua l’orrore dell’Isis, che ha decapitato un quarto ostaggio: si tratta del britannico Alan Henning, 47enne tassista di Manchester in Siria per una missione umanitaria

Alan Henning Alan Henning

Continua l’orrore dell’Isis, che ha decapitato un quarto ostaggio. Vittima dei tagliagole, dopo James Foley, Steven Sotloff e David Haines, è il britannico Alan Henning, 47enne tassista di Manchester che si era recato in Siria (dove fu rapito nel 2013) per una missione umanitaria a sostegno della popolazione. I terroristi, come da loro usanza, hanno pubblicato in rete il video dell’esecuzione dell’uomo, che lascia la moglie Barbara (autrice di un inutile video appello) e due figli. La reazione di Londra non si è fatta attendere e David Cameron ha dichiarato che “il brutale omicidio mostra quanto siano barbari e ributtanti questi terroristi. Faremo tutto il possibile per stanare questi assassini e portarli davanti alla giustizia”. Ma nelle mani degli jihadisti c’è un altro britannico, John Cantlie. Nel video, lungo un minuto e undici secondi, Henning pronuncia la sua stessa condanna a morte: “Per via della decisione del nostro parlamento di attaccare lo Stato Islamico, io, in quanto britannico, pagherò il prezzo di quella decisione”. Il riferimento è alla scelta di Westminster di affiancare gli Stati Uniti nei raid aerei contro l’Isis. Non si fa intimidire Barack Obama: “Stati Uniti insieme alla Gran Bretagna e agli alleati continueranno a lavorare per portare i responsabili davanti alla giustizia”. Il guaio per la Casa Bianca è che nel video dell’uccisione di Alan Henning  si minaccia l’esecuzione di un terzo americano, l’operatore umanitario Peter Kassing.

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