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DIARIO ARGENTINA/ La lezione del Papa per battere povertà e bugie del potere

Pubblicazione:giovedì 9 ottobre 2014

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Il sociologo discepolo di Pierre Bordieu ha parlato di marginalità avanzata, qualcosa che mi pare molto più interessante del termine povertà. In pratica si chiede cosa succede con tutta questa gente che si è trovata fuori dal sistema senza più possibilità di rientrarci.

 

Ma i sussidi non attenuano la situazione?

Solo parzialmente perché sono in primo luogo insufficienti anche per sopperire alle necessità basiche. A questo dobbiamo aggiungere che la casa rimane la stessa, le cloache continuano a mancare, quando piove spesso l’acqua entra nelle abitazioni, l’elettricità non c’è o è discontinua, le condizioni igieniche sono pessime... quindi, i problemi strutturali sono rimasti invariati. Infine, c’è una questione politica inerente il sistema di tassazione: su ogni cosa si paga il 21% e quindi se non si attenua la pressione fiscale la situazione non cambierà. Questo Governo ha goduto di una maggioranza politica e di un sostegno sindacale come mai si era registrato in Argentina. Ma anche tutto il potere accumulato non è servito a far cambiare la situazione.

 

Allora è vero che le organizzazioni esterne alla politica operano meglio.

Ci sono persone che indicano lo Stato come assente in questo processo. Io dico di no perché l’educazione e i servizi sanitari sono di livello e totalmente gratuiti per tutti. Nelle villas di Buenos Aires ci sono mense che il Governo sostiene economicamente. Poi ci sono i sussidi, ma tutto il resto viene realizzato da organizzazioni apolitiche. Come la costruzione di asili e scuole e di altre strutture per le comunità.

 

Visitando le villas ci si imbatte sempre in individui legati al Governo nazionale o al Comune di Buenos Aires che si accusano reciprocamente del malfunzionamento delle strutture. Si ha l’impressione che la povertà debba essere mantenuta per un qualche vantaggio politico...

Sono d’accordo. I poveri rappresentano un voto economico. Qui vicino c’è la sede del ministero della Salute Sociale, luogo dove, in caso di manifestazioni politiche, si raduna un numero impressionante di bus scolastici che raccolgono intere famiglie che nulla hanno a che vedere con queste faccende, spesso in cambio di 100 pesos (6 euro, ndr) ciascuno. Una persona normalmente non accetterebbe, ma se pensiamo che gli importi dei piani sociali sono inferiori a quelli dei contratti di lavoro più bassi, allora si capisce che anche quella cifra diventa importante. Il business dei poveri quindi esiste, ma non solo qui da noi. Uno degli operatori sociali brasiliani più conosciuti, Paulo Neto, parla della “politica povera per i poveri” e quando uno analizza questi programmi sociali, beh, è una definizione perfetta: la politica cura i mali con cerotti.

 

Sì, ma non solo quelli delle classi meno abbienti mi pare...

Esatto, se guardiamo le strutture pubbliche, ad esempio i trasporti, solo recentemente, a causa di incidenti continui, si è deciso di intervenire sul sistema ferroviario: tanto i politici non usano i treni e non leggevano nemmeno i report sulla situazione catastrofica che gli venivano inviati dalle Autorità preposte alla sicurezza…

 

Torniamo al tema delle villas: in Brasile sono stati messi in pratica dei progetti dello Stato tesi al controllo di questi quartieri, in modo da sottrarli alla malavita, attraverso una politica di interventi e azioni molto soft, cosa che ha permesso di recuperarle. In Argentina queste misure sono assenti…

Sei anni fa esisteva solo la polizia Federale a Buenos Aires, poi è stata creata quella Metropolitana, però ci sono state talmente tante denunce di connivenza tra polizia e malavita che è stato problematico inserire unità non vincolate al fenomeno all’interno delle villas. Ci sono, però non hanno il controllo dell’intero territorio. Alla fine si tratta di una decisione politica, perché se si volesse si potrebbe operare più profondamente.

 

Queste mafie si dedicano anche alla prostituzione di minori che spesso vengono anche portati alla tossicodipendenza di droghe sintetiche e a basso costo per poi sfruttarne i corpi e anche addestrarli ai furti in cambio i dosi.


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