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DIARIO ARGENTINA/ La lezione del Papa per battere povertà e bugie del potere

Pubblicazione:giovedì 9 ottobre 2014

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Dalle loro relazioni abbiamo appreso che la stragrande maggioranza aveva iniziato in tenera età a praticare e che spesso erano spinti dai genitori subendo violenze oppure introdotti nel giro per pagare le spese famigliari. A questo abbiamo sommato le vittime della vendita di esseri umani di tutte le età, che ogni tanto diventano casi mediatici, ma anche in questo basta camminare per le strade e vedere gli annunci di ricerca di persone scomparse, rapite magari a Buenos Aires e apparse ai quattro angoli dell’Argentina come prostitute; questo indica l’esistenza di un’organizzazione ben pianificata.

 

L’Argentina produce alimenti per sfamare 160 milioni di persone, eppure c’è tanta povertà. Perché secondo lei?

Secondo me, il problema è che non c’è una ripartizione della ricchezza, che viene accumulata nelle mani di pochi. Se a Buenos Aires cammini per il modernissimo quartiere di Puerto Madero, sulla stessa strada pochi isolati dopo ti trovi una “villa miseria” che nell’arco di pochi anni ha raccolto 40.000 abitanti. Il numero di queste situazioni di emarginazione nell’arco di dieci anni è raddoppiato.

 

Ora abbiamo un Papa argentino. Pensa che possa influenzare il futuro della sua nazione?

Papa Francesco lo conosco come Padre Jorge: ho visto e condiviso la sua opera nei quartieri poveri e abbiamo parlato molto. È sicuramente un esempio per tutti e la sua influenza a livello internazionale gli ha permesso di operare efficacemente in alcune situazioni, come ad esempio nel caso dell’intervento armato degli Stati Uniti in Siria che ha contribuito a fermare o la ripresa del dialogo in Palestina. Rispetto all’Argentina, credo che nessuno sia profeta nella sua terra, ma il suo messaggio è stato ascoltato e adesso tutti sono amici del Papa, anche se questo Governo per anni non lo ha ricevuto. Se non sarà questo, sicuramente il prossimo esecutivo dovrà prendere in considerazione quanto dice ormai da anni.

 

Cosa in particolare?

Questo Paese deve essere più solidale e aiutare i poveri a superare la loro condizione, quindi deve attuare le misure necessarie perché è inconcepibile che la ricchezza dell’Argentina non traspaia dagli ingenti capitali a disposizione, per esempio, del Comune di Buenos Aires che non dedica forze sufficienti alla risoluzione dei problemi perché ancora diffuso il pensiero che vivere in una villa sia una scelta individuale, non obbligata: ma nessuno potendo nessuno vivrebbe lì. I fondi non vengono mai utilizzati appieno perché mantenere la condizione di questa gente ha i suoi vantaggi e anche perché il dialogo è pressoché inesistente. Ognuno dovrebbe mettere il proprio granello di sabbia per facilitare la soluzione del problema e Francesco lo ripete spesso. Vivendo in Argentina abbiamo il vantaggio di aver superato le crisi più disparate: certo, non abbiamo sofferto due guerre mondiali come l’Europa, ma abbiamo prodotto anticorpi per superare tutte le difficoltà, perché le nostre ricchezze ci rendono oggi più che mai un Paese privilegiato.

 

(Arturo Illia)



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