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STATO ISLAMICO/ Kobani: per John Kerry la città curda assediata non è una priorità strategica

A Kobani città curda siriana continuano i feroci combattimenti contro le milizie dello stato islamico, ma gli Stati Uniti hanno detto che non interverranno, ecco di cosa si tratta

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Per John Kerry, segretario americano alla difesa, salvare la città di Kobani dai miliziani di Isis non è un priorità strategica. In poche parole, le migliaia di curdi, uomini donne e bambini che non sono riusciti a fuggire possono pure morire tranquilli. Lo ha detto stanotte parlando con la stampa, spiegando che, per quanto possa sembrare orribile guardare in tempo reale quello che sta succedendo a Kobani, salvare la città non è un obbiettivo strategico. Come si sa nella città curda a pochi chilometri dalla frontiera turca sono in corso da giorni ferocissimi combattimenti con le milizie islamiche mche la stanno lentamente conquistando  Molti abitanti sono fuggiti ma diverse migliaia ancora resistono. Kerry ha poi detto che nonostante la crisi di Kobani, il nostro obbiettivo originale è sempre stato colpire i centri di controllo, di comando e le infrastrutture. Intanto in Turchia continuano le manifestazioni di protesta dei curdi per il mancato intervento in Siria a difesa della città assediata: proteste anche violente continuano a tenersi in tutte le maggiori città. Il parlamento turco nei giorni scorsi aveva votato il sì all'intervento militare ma a tutt'oggi non si è ancora deciso se intervenire con le forze armate in Siria. 

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