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COREA DEL SUD/ Traghetto affondato, il capitano condannato a 36 anni di carcere

Pubblicazione:martedì 11 novembre 2014

foto: Infophoto foto: Infophoto

È stato condannato a 36 anni di carcere, ma prosciolto dalle accuse di omicidio, Lee Jun-seok, il capitano del traghetto Sewol affondato il 14 aprile scorso al largo delle coste meridionali della Corea del Sud, dove morirono circa 300 persone. L’uomo è stato infatti condannato dalla Corte di Gwangju. Altri tre membri dell’equipaggio sono stati condannati invece a 30 anni di carcere. Le accuse per Lee, 69 anni, erano state di colpevole negligenze e di aver abbandonato il traghetto, lasciando alla loro sorte i 476 passeggeri, tra cui molti studenti in gita e in gran parte morti. Per lui la procura aveva chiesto – con l’accusa di omicidio – la pena di morte, che esiste nell’ordinamento sudcoreano. Intanto, in mattinata, il governo sudcoreano ha deciso di porre fine alle ricerche dei dispersi, che sono durate sette mesi: il numero totale di morti e dispersi ammonta a 304, di cui nove persone mancano all’appello, 295 sono i corpi recuperati e l’ultimo è quello di una ragazza trovata dai sub il mese scorso. (Serena Marotta)



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