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KU KLUX KLAN/ Neri, ebrei e omosessuali: da nemici ad affiliati?

Johan Abarr, dirigente del Ku Klux Klan, ha proposto di rinnovare il gruppo aprendo a neri, omosessuali, ebrei ed ispanici. La sua idea però non convince e subisce le critiche del KKK

(Infophoto) (Infophoto)

Ku Klux Klan in piena rivoluzione. John Abarr, uno dei dirigenti del KKK e noto esponente della supremazia bianca del Montana, spinge per  il rinnovamento del gruppo, dimenticando il passato. Il suo obiettivo è il reclutamento di nuovi uomini per la formazione di una nuova setta, che vorrebbe chiamare Rocky Mountain Knights. E la grande novità della sua politica sta nella più totale apertura a neri, ebrei, omosessuali ed ispanici, nemici storici dell’organizzazione. Abarr promette che il suo movimento non discrimina e le persone sulla base della razza, della religione e dell’orientamento sessuale. È dunque scattata la nuova e rivoluzionaria campagna di reclutamento. Non si tratta di un pesce d’aprile fuori stagione e il motto di John Abarr è “Il KKK è per un America forte”, mentre la supremazia bianca è roba vecchia, superata. Bisogna fidarsi? Non si fidano affatto le organizzazioni per i diritti civili, a partire da quelle del Montana che invitano Abarr ad eliminare il KKK, se veramente vuole cambiare qualcosa. Il pensiero comune è che si tratti di una trovata pubblicitaria, per far parlare di sé e riuscire ad arruolare qualcuno di più moderato, mostrandosi appunto più teneri. Ma le critiche arrivano anche dall’interno del Ku Klux Klan, i cui seguaci vecchio stampo condannano John Abarr di voler fare carriera politica, calpestando e rinnegando le regole. 

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