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OSTAGGIO DECAPITATO/ Micalessin: il destino dell'Isis si decide in 7 giorni

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E’ difficile che Obama, il quale ha già una serie di errori da riconoscere, possa permettersi di ammettere di avere sbagliato anche su uno degli elementi fondamentali della sua politica estera. Ciò che può accadere è piuttosto un’altra cosa. E’ in corso un grande negoziato sul nucleare con l’Iran, il grande demiurgo dell’asse sciita. Se Obama arrivasse a un accordo con l’Iran sul nucleare il 24 novembre, allora anche la politica Usa, fin qui fallace, potrebbe cambiare completamente.

 

Com’è la situazione sul terreno per quanto riguarda i rapporti di forza tra le diverse fazioni in Siria?

Il Paese è diviso in tre parti, da un lato tutta la parte nord-orientale è nelle mani dell’Isis. Le principali linee viarie del Paese da Damasco ad Aleppo, le due città principali, sono invece sotto il controllo del governo. In altre zone abbiamo inoltre dei gruppi non jihadisti che combattono nelle campagne intorno alle città controllate dall’esercito. Sostanzialmente è una situazione di stallo, perché nessuno ha le forze per avere la meglio sugli altri.

 

Che cosa ha scoperto per quanto riguarda il sostegno della Turchia all’Isis?

I curdi mi hanno mostrato la piastrina di un soldato turco recuperata in un campo di addestramento dell’Isis. Mi hanno inoltre fatto vedere i passaporti dei combattenti stranieri, nonché di jihadisti provenienti dall’estero, i cui visti documentavano che per entrare nelle basi di Al-Nusra e dell’Isis erano transitati dall’aeroporto di Istanbul. Il sostegno della Turchia all’Isis era già noto, ma più passa il tempo e più emergono nuove prove.

 

(Pietro Vernizzi)



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