BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ISIS/ Sbai: cosa abbiamo sbagliato se i nostri figli sono al servizio dei terroristi?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Studenti, lavoratori, normali cittadini, donne, uomini, ragazzi e ragazze anche molto giovani partono dopo essere stati preda del proselitismo galoppante dell’estremismo europeo. E quand’anche vogliano tornare indietro sono ormai ostaggi della follia che li ha spinti ad andare.

La favola della povertà, della crisi d’identità, del disagio che arruola da solo braccia per la manodopera jihadista, del disadattamento e dell’incapacità di integrarsi finalmente ha fatto il suo tempo e ha lasciato spazio a quel che veramente questo fenomeno è: studiato, elaborato, portato a termine con freddezza ed efficacia chirurgica. Dagli anni 90 in poi il meccanismo si è messo in moto, non solo in Europa ma anche in alcuni Paesi arabi: dalle moschee fai da te, guidate da sedicenti imam improvvisati, passando per i forum jihadisti sul web e addirittura alcuni gruppi sui social networks, le trappole sono state posizionate da tempo e una volta che se ne chiude una se ne aprono altre cento. Grazie all’inadeguatezza e all’incapacità politica e umana delle élites governanti. Nel nostro sostrato sociale ci sono occhi che affondano senza difficoltà in un ventre molle, ormai prono a qualsiasi sollecitazione, vicino all’ulcera sociale e politica.

La domanda che il mondo deve farsi, almeno quello che non ha cospirato per aiutare l’emersione del jihadismo, riguarda dove e quando ha sbagliato, ma soprattutto come sopravvivere al male che cresce e si rinforza. Chi è disposto a mettere le mani nella propria coscienza e riconoscere che anche dal suo silenzio è scaturita un’ideologia omicida e criminale su scala globale? Una parte di mondo è disposta a rinunciare al salafismo, mentre l’altra al multiculturalismo che ne ha permesso l’ingresso e l’avanzata indiscriminata in Occidente?

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/11/2014 - Possiamo imparare da loro (Diego Fiumarella)

Se vogliamo far finire il terrorismo islamista dobbiamo farci rispettare!! Infatti, loro si considerano superiori a noi, perché abbiamo smesso di avere a cuore la nostra fede. Abbiamo qualcosa da imparare da loro: 1. Dobbiamo tornare a educarci al senso del sacro; 2. Dobbiamo tornare a vivere la nostra fede in ogni aspetto della vita quotidiana; 3. Dobbiamo tornare ad essere fieri di appartenere alla Chiesa come popolo di Dio. Fintanto che ciò non avverrà, i musulmani non ci prenderanno sul serio, sentendosi sinceramente superiori a noi e faranno di tutto per convertirci!!

 
18/11/2014 - europei jihadisti (giuseppe samir eid)

Cara Sbai: pensieri profondi che spero possano entrare nel profondo del cervello di chiunque gestisca i media. Abbiamo trascurato il deterrente verso chi predica la violenza che si trovi in Europa, nei paesi musulmani e arabi finanziatori. ovunque si trovano e con qualsiasi mezzi. Chi predica deve sapere che si espone alla ritorsione come se avesse lui stesso ucciso. farlo sapere in tutte le salse.