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GEO-FINANZA/ Il "clone" della Nato che può aiutare l'Europa

Pubblicazione:martedì 25 novembre 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 25 novembre 2014, 8.28

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Per non passare per il solito “gufo” o per il cantore di litanie, sono convinto che la nuova realtà debba stimolare l’ingegno per trovare una nuova dimensione del nostro vivere in questo pianeta che non è più, e non sarà più, a immagine dell’Europa. La stessa Europa che pretende ancora di essere un nodo geopolitico mondiale - come l’inconsapevole Federica Mogherini ben rappresenta - deve ammettere che il progetto è stato sorpassato dai fatti. Le tristi dichiarazioni di Mario Draghi (Bce) o gli eclettismi dell’etilico Jean-Claude Juncker (Commissione europea) non fanno che rimandare il momento della presa di coscienza della verità e della realtà. Quanto ai governi, essi appaiono marziani rispetto alle realtà sociali che devono governare. Difese dei modelli del passato o spinte autoritarie per il cambiamento non sono destinate ad avere alcun successo.

Come abbiamo avuto modo di scrivere in passato, il futuro dell’Europa non può che essere ispirato a un “populismo progressista” che esalti il valore dell’identità europea. Quest’ultima, ci perdoni il dott. Renzi, non può essere disgiunta dalle conquiste sociali e dei diritti. Il vero tema, come hanno segnalato quasi tutti i premi Nobel per l’economia, è la gestione sana delle diseguaglianze. Il nostro Renzi, obbligato a fare riforme, ne sta producendo una sul lavoro che produrrà una mostruosità. Come ha scritto Luciano Gallino, “oltre che tra i lavoratori e le classi possidenti, le disuguaglianze aumenteranno tra gli stessi lavoratori”. Si tratta di una riforma obbligata dall’odiata Troika (Fmi-Bce-Ue) che è astratta rispetto alla realtà mondiale, è ideologica e dannosa, ispirata al mito della produttività che in Europa dovrebbe poter competere con quella cinese. Un assurdo ideologico! I nuovi “lavoratori poveri”, in tema di frutti della produttività, avranno ben poco da spartirsi.

Che la Nato in materia di difesa e sicurezza europea sia l’unico strumento funzionante è cosa certa. Ma questo non deve voler dire che gli europei non possano, anzi non debbano, clonare la Nato in senso e significato europeo, seguendo una strategia che rifletta il proprio senso identitario, sia per la sicurezza e la difesa sia per la gestione economica e sociale. Il quasi fracasso dell’orribile trattato segreto Ttip offre un’opportunità unica perché l’Europa sia europea. Approfittiamone senza reticenze!



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