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SCENARI/ Dal Califfato "l'assist" all'Italia per una vera politica estera

Pubblicazione:giovedì 27 novembre 2014

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Nel resto d’Europa la situazione non è migliore che in Italia. Ad esempio, nel regno del Belgio si è formato un governo di destra che include esponenti fiamminghi dichiaratamente razzisti e violenti (N-VA), peraltro in costante ascesa. Per gli ignavi soggetti che animano le ormai inutili e dannose istituzioni europee tutto va bene, nessuna domanda sulla “democraticità” del governo belga in carica purché rispetti le tabelline anti-sociali imposte dell’austerità. Fortunatamente le forze di sinistra e di estrema sinistra oltre a potenti sindacati dei lavoratori hanno preso la marcia delle piazze per denunciare questa deriva anti-storica. Ma in Francia un gruppo politico-sociale di destra nazionalista, il Fronte nazionale, riceve finanziamenti dalla Russia di Putin e si prospetta come vincitore alle prossime presidenziali del 2016.

In Germania il blocco democristiano (Cdu-Csu) è in sensibile calo (10%) e mentre i socialdemocratici restano al palo depressi dall’incoerenza crescono le forze liberal-nazionaliste (Afd), di estrema sinistra (Linke) e i Verdi. Nel Regno Unito, una forza liberal-nazionalista, con accenti estremistici, l’Ukip, sta travolgendo i laburisti e i conservatori. Nell’Europa dell’Est, dal Baltico alla Romania, si estendono le ombre del radicalismo nazional-autoritario con accenti di acuto destrismo.

In queste condizioni, che sono frutto di 20 anni di neoliberismo economico, sociale e politico imposto dagli americani, l’Europa rischia davvero di cadere nelle trappole culturali del suo passato. Sembra che lo spettro degli anni ‘30 stia aleggiando sulle vite di noi tutti. Non sono le parole dell’etilico Juncker con il suo programmino finanziario piramidale per trovare i famosi (e inutili) 300 miliardi per la crescita (con una misteriosa leva di 15 volte!) o le sue dichiarazioni “sull’ultima opportunità dell’Europa” a spaventare, ma è la realtà dell’inconsistenza politica dell’Europa dell’Ue e nazionale, come ha drammaticamente stigmatizzato papa Francesco. Così non va proprio! È meglio rendersene conto senza aspettare la scadenza di giugno 2015!

Non so se sia una data astrologica, ma nello stesso giugno 2015 si aspetta anche di sapere se e quanto sarà fallito ufficialmente il negoziato con l’Iran. Più che quello israelo-palestinese, con l’Iran si gioca la gestione della frattura mondiale tra il mondo americano e quello degli altri: insieme all’Ucraina, l’Iran è la faglia geopolitica tra Eurasia e Occidente. Intanto, grazie alle insulse politiche americane - disgraziatamente sostenute da una pletora di sciocchi lacchè europei annidati nelle amministrazioni e nei centri di studio -, il Medio Oriente - creazione intellettuale e geografica europea - non esiste più. Al suo posto c’è un caos di macerie, delle strutture statuali e sociali ma anche economiche e strutturali, che dalla Libia all’Afghanistan accerchia l’Europa sul fronte Sud e Sudorientale.

Al posto del costrutto europeo chiamato Medio Oriente si estende il Califfato, lo Stato Islamico, cioè quell’aspirazione alla nazione arabo-islamica che gli europei (Francia e Inghilterra) preclusero nel 1916 con il patto segreto Sykes-Picot. Anche il neo-ottomanesimo islamico del pio Erdogan è una risposta a quell’umiliante patto. Come in tutte le guerre di costruzione nazionale - e in Europa lo ricordiamo bene dal XVI secolo ai vari risorgimenti del XIX secolo - è la forza e la violenza ispirata da nuovi principi che segnano la storia e gli eventi. Non a caso, anche il democratico e occidentalista Israele ha dichiarato di essere la “patria degli ebrei” (Netanyau), escludendo quindi gli arabo-israeliani.


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COMMENTI
27/11/2014 - Califfato (delfini paolo)

Grazie a Paolo Raffone per l'intervento. Il modello neoliberista ha fallito, e la maggioranza degli Europei di fatto lo rigetta, visti i danni che ha procurato al nostro Continente.L'asse nato-monarchie del Golfo, idem , negli ultimi venti anni ha fatto troppi errori imperdonabili (Kossovo, Iraq , Libia,Siria, ecc)Ci sarebbe un'opportunità per la politica estera del nostro Paese, ma ancora non sono venute alla ribalta figure valide L'attuale panorama politico è all'ottanta per cento del tutto succube della troika,speriamo in cambiamenti significativi, a breve.

 
27/11/2014 - quindi? (z314 george)

Pur impressionato dal suo CV, le chiedo, alla luce di una critica a 360° che traspare da questo suo scritto, da Renzi al capitalismo al comunismo al socialismo al califfato all'europa e a quant'altro sia passato su questa Terra nell'ultimo secolo, a cosa ispira il suo pensiero, qual é il suo mantra, un governo mondiale forse? Abbia pazienza ma leggendo il suo scritto non mi è chiara l'alternativa, il suo pensiero "concreto" e "fattibile" sul da farsi.

 
27/11/2014 - commento (francesco taddei)

l'italia è entrata nella nato da paese sconfitto e conquistato per pagarsi la ricostruzione. l'italia non pensa e non fa. risponde solo. vuio un'altra Sigonella? ricorda che fine hanno fatto chi l'ha scatenata. sovranità, interesse nazionale,... sono questioni accuratamente tenute nello scantinato buio.