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SCENARI/ Dal Califfato "l'assist" all'Italia per una vera politica estera

Pubblicazione:giovedì 27 novembre 2014

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Il richiamo della storia e la profondità del desiderio identitario è tale che il Califfato riesce a coinvolgere tra i suoi ranghi soggetti nati e cresciuti in Occidente. Peraltro, c’è da ricordare che se questi soggetti, spesso di classe media e con buon livello educativo, scelgono il Califfo lo si deve ancora una volta alle assurde politiche americane che con il semplicismo che li contraddistingue hanno “diviso gli arabi buoni da quelli cattivi”, addirittura facilitando il reclutamento di queste persone per combattere Assad in Siria.

L’ossessione unipolare americana per il “cambio di regime” - che dai tempi di Reagan non si fa più ufficialmente, ma attraverso operazioni coperte o tramite insidiose Ong - ha portato a un Egitto traumatizzato e militarizzato da un Al-Sisi che ora scopre che il Sinai è in mano al Califfo e che per isolarlo immagina improbabili “canali d’acqua”. Tra il 2010 e il 2014 il risultato di queste stupidaggini ideologiche americane hanno portato a un Califfato sunnita reale che si estende dalla Libia all’Afghanistan (e forse al Pakistan), coinvolgendo anche la penisola arabica e alcuni paesi dell’Africa. D’altra parte, l’asse sciita lega l’Iran con la Siria di Assad e porzioni del Libano, oltre a beneficiare di sostegno delle popolazioni sciite nella penisola arabica. Questa è la realtà, il resto è retorica e propaganda americana.

Credere nell’esistenza di una politica estera e di sicurezza europea è più difficile che credere nell’Araba Fenice. Quindi, a questo punto, è un compito nazionale, nel caso specifico dell’Italia con il sostegno della Santa Sede, avviare una politica estera che trovi il nesso politico tra la situazione reale e gli interessi di ciascuno. Per fare questo, e l’Italia ne ha ancora le capacità, non serve più un pupazzo pubblicitario che vive di slogan sconnessi e irrealistici.



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COMMENTI
27/11/2014 - Califfato (delfini paolo)

Grazie a Paolo Raffone per l'intervento. Il modello neoliberista ha fallito, e la maggioranza degli Europei di fatto lo rigetta, visti i danni che ha procurato al nostro Continente.L'asse nato-monarchie del Golfo, idem , negli ultimi venti anni ha fatto troppi errori imperdonabili (Kossovo, Iraq , Libia,Siria, ecc)Ci sarebbe un'opportunità per la politica estera del nostro Paese, ma ancora non sono venute alla ribalta figure valide L'attuale panorama politico è all'ottanta per cento del tutto succube della troika,speriamo in cambiamenti significativi, a breve.

 
27/11/2014 - quindi? (z314 george)

Pur impressionato dal suo CV, le chiedo, alla luce di una critica a 360° che traspare da questo suo scritto, da Renzi al capitalismo al comunismo al socialismo al califfato all'europa e a quant'altro sia passato su questa Terra nell'ultimo secolo, a cosa ispira il suo pensiero, qual é il suo mantra, un governo mondiale forse? Abbia pazienza ma leggendo il suo scritto non mi è chiara l'alternativa, il suo pensiero "concreto" e "fattibile" sul da farsi.

 
27/11/2014 - commento (francesco taddei)

l'italia è entrata nella nato da paese sconfitto e conquistato per pagarsi la ricostruzione. l'italia non pensa e non fa. risponde solo. vuio un'altra Sigonella? ricorda che fine hanno fatto chi l'ha scatenata. sovranità, interesse nazionale,... sono questioni accuratamente tenute nello scantinato buio.