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Esteri

MIDTERM USA/ La fine di Obama rilancia la "dinastia" Bush

Barack ObamaBarack Obama

I Repubblicani vinceranno le elezioni, anzi forse le stravinceranno. La cosa più preoccupante è che si tratta di un partito che non ha un leader né una linea politica omogenea e definita. Anzi c’è una spaccatura profonda tra l’ala radicale dei Tea Party, che riuscirà a far eleggere parecchi candidati, e l’establishment moderato. A queste elezioni i Repubblicani conquisteranno la Camera, che già controllavano, e con un 60-70 per cento di probabilità conquisteranno anche il Senato. Da mercoledì, cioè dal giorno dopo il voto di Mid Term, si inizierà a pensare alle presidenziali.

 

Da questo voto di Mid Term stanno già emergendo le teste di serie per la corsa alla Casa Bianca?

Siamo ancora abbastanza lontani dalle Primarie. In campo democratico a parte Hillary Clinton abbiamo veramente poco. Il governatore del Maryland, Martin O’Malley, è un personaggio carismatico. Il sindaco di San Antonio, Julian Castro, è stato usato come pivot speaker alla convention di due anni fa e da allora non sembra avere fatto cose significative. Nel campo dei Repubblicani al momento Jeb Bush sembra essere il candidato più probabile. Anche questo finirà per dare il segnale di una democrazia un po’ malata: se la battaglia per la Casa Bianca sarà disputata da due dinastie, questo darà un’idea quasi monarchica del presidenzialismo Usa. L’altra possibilità è quella di una ricandidatura per la terza volta di Mitt Romney, che potrebbe avere delle chance così come ne avrà Jeb Bush. In molti dicono che lo slogan della campagna dei Repubblicani potrebbe essere “il Bush giusto contro il Clinton sbagliato”.

 

(Pietro Vernizzi)

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