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MIDTERM USA/ La fine di Obama rilancia la "dinastia" Bush

Pubblicazione:lunedì 3 novembre 2014

Barack Obama Barack Obama

Martedì gli Stati Uniti votano per le elezioni di Mid Term per rinnovare metà dei seggi del parlamento. I Repubblicani sono convinti di poter strappare la maggioranza al Senato e di conquistare alla House of Representatives il loro miglior risultato dal 1928 a oggi. La possibilità di una vittoria storica dei Repubblicani alla Camera, dove hanno già 233 seggi contro i 199 dei Democratici, è stata messa in secondo piano dalla battaglia per il Senato. Ne abbiamo parlato con Massimo Gaggi, corrispondente del Corriere della Sera dagli Stati Uniti.

 

Come si spiega la perdita di consensi dei Democratici?

Obama ha commesso alcuni errori, ha promesso troppo e ha mantenuto troppo poco ed è stato sempre attaccato. Ciò ha creato un senso di isolamento e di sfiducia verso il presidente, che oltretutto è molto “cerebrale” e quindi è visto dai Democratici come un politico abbastanza lontano dal partito. Durante la campagna di Mid Term i candidati democratici non lo vogliono con sé, e le uniche apparizioni pubbliche che ha fatto sono avvenute per cercare di smentire il suo ruolo da “paria”, parlando in piazze dove il candidato democratico aveva un vantaggio su quello repubblicano di più di 10 punti.

 

Perché gli Usa voltano le spalle a Obama in un momento in cui l’economia sta crescendo?

Nonostante la ripresa del Pil, la distribuzione del reddito continua a essere molto polarizzata. Lavoratori e ceto medio non stanno beneficiando di questa ripresa. Il malumore di gran parte degli elettori, soprattutto di quelli che dovrebbero essere difesi dai Democratici, è molto elevato. I neri, che speravano in un riscatto grazie al presidente Obama, invece si trovano più poveri di prima, e probabilmente non andranno a votare con un grande entusiasmo, e comunque con una bassa affluenza. Il ceto medio bianco ha una stagnazione dei redditi, e il fatto che l’economia cresca e che i professionisti girino con la Bmw aumenta i malumori verso Obama.

 

Che cosa bolle nella pentola dei Repubblicani?


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