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CRISTIANI BRUCIATI VIVI / Accusati di blasfemia, è successo in Pakistan

Due giovani cristiani sono stati arsi vivi da una folla di musulmani a Kot Radha Kishan, cittadina del Pakistan, perché accusati di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano

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CRISTIANI BRUCIATI VIVI IN PAKISTAN, ERANO ACCUSATI DI BLASFEMIA - Due giovani cristiani sono stati bruciati vivi da una folla di musulmani a Kot Radha Kishan, cittadina del Pakistan a circa 60 chilometri a sud di Lahore. Shahzad e Shama, questi i nomi dei due ragazzi rispettivamente di 26 e 24 anni, erano accusati di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano: per questo sono stati sequestrati il 2 novembre scorso e tenuti prigionieri per due giorni nella fabbrica di argilla nella quale lavoravano. Questa mattina, secondo quanto raccontato all'agenzia Fides da Sardar Mushtaq Gill, avvocato cristiano difensore dei diritti umani, sarebbero stati arsi vivi nella fornace per i mattoni. L’accusa di blasfemia è da collegare alla recente morte del padre di Shahzad: il giovane stava ripulendo l’abitazione dell’uomo, quando ha fatto un piccolo rogo con alcuni documenti e carte che voleva eliminare. Un musulmano che ha assistito alla scena ha però dichiarato di aver visto tra le fiamme alcune pagine del Corano, così la folla è intervenuta sequestrando e uccidendo i due giovani.

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