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DIARIO GERMANIA/ Quella strana "Ostalgia" per la vecchia DDR

Il simbolo della vecchia DDR (Infophoto) Il simbolo della vecchia DDR (Infophoto)

Ad un altro livello culturale si trova la riflessione del poeta di sinistra Volker Braun, che ha appena pubblicato un diario di lavoro degli anni dal 1990 al 2008 (Suhrkamp, 2014) e nel quale, in una pagina dell'11 aprile 1990, qualche mese prima della riunificazione, riflette sul passaggio dall'ancora esistente Ddr alla Germania unita: "statt des besseren sozialismus werden wir den schlechteren kapitalismus bekommen" (l'autore scriva anche le parole tedesche tutte in minuscolo): "invece di un socialismo migliore riceveremo un capitalismo peggiore". Non si può negare che il capitalismo come "società trasparente" (Byung-Chul Han) non ha risolto, come promesso (i "paesaggi fioriti" di Helmut Kohl; e lo dico senza sottovalutare la statura di questo grande politico), tutti i problemi; piuttosto ha messo a nudo le contraddizioni di una società che parla di libertà, ma che spesso esclude chi non si esprime in termini politicamente corretti, che parla del valore del lavoro, ma che per coltivare gli interessi egoistici delle multinazionali riduce l'uomo ad un meccanismo che o funziona o viene estromesso. Basta pensare ad alcune delle sfide del mondo attuale ricordate dall'Evangelii Gaudium (52-75) per comprendere che l'osservazione sul capitalismo peggiore di Volker Braun non è il capriccio di un intellettuale di sinistra: l'economia dell'esclusione, la nuova idolatria del denaro, l'ingiustizia che genera violenza sono più presenti che mai.

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