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SCENARIO/ Obama-Renzi, il patto del "Nazareno transatlantico"

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L'"ombra" di Obama (Infophoto)  L'"ombra" di Obama (Infophoto)

Nei confronti dell’Europa c’è da aspettarsi un incremento della pressione politico-diplomatica perché le relazioni transatlantiche, nella difesa e nel commercio, si consolidino. Inoltre, il risultato elettorale rassicura Wall Street che probabilmente vedrà ridotti gli sforzi di Obama nel contenere lo strapotere delle grandi banche e fondi finanziari. Ciò si potrebbe tradurre in un’accelerazione del “tapering” - il programma di riduzione del Quantitative easing - che avrebbe un effetto molto negativo sulla già difficile situazione dell’eurozona.

Nel complesso Obama e la sua Amministrazione passeranno due anni difficili e di debolezza nelle iniziative politiche tanto interne che esterne. Benché possa sembrare paradossale, questa situazione dell’alleato americano potrebbe trasformarsi in una vera opportunità da cogliere da parte dell’Europa, sia come Ue, sia dei singoli stati membri. Con un Congresso americano più razionale e più forte l’Europa ha la possibilità di negoziare seriamente sui dossier economici, monetari, commerciali e di sicurezza.

Che il Ttip si debba concludere è ormai un dato acquisito, come anche Mogherini e Renzi hanno più volte dichiarato. Ma è in quest’ambito che, per esempio l’Italia, potrebbe rispolverare le vecchie amicizie di berlusconiana memoria e cercare di evitare clausole altrimenti svantaggiose per alcuni suoi mercati, come l’agroalimentare, l’energia, la difesa e l’aerospazio. Al “Nazareno interno” si dovrebbe affiancare un “Nazareno transatlantico”, giocato in bilaterale al di la di quel che farà l’Ue.

Augurandosi che il 24 novembre si possa tirare un sospiro di sollievo con la firma degli accordi sul nucleare iraniano - nonostante la rinvigorita lobby israelo-saudita negli Usa, da Teheran i segnali sono ottimistici anche grazie al forte sostegno diplomatico russo - l’Italia potrebbe ricavarsi un ruolo di primo piano per fare da ponte tra l’Europa e l’Iran, nel settore energetico ma anche in quello geopolitico regionale. Anche sul dossier Russia l’Italia avrebbe la possibilità di rilanciare il dialogo di mediazione sfruttando le critiche che molti Repubblicani muovono alla politica di Obama su questo tema.

Certo, sono dossier spinosi e eminentemente politici che devono tener conto della variabile americana trasversale “neocon”. Resta poi l’incognita della politica monetaria che se non sarà ben concordata tra Fed e Bce rischia di far saltare tutti gli equilibri della già traballante Europa.



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