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SPILLO/ I "totem" che hanno distrutto l’Occidente

Pubblicazione:lunedì 1 dicembre 2014

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È il terminale-uomo a disposizione delle cose! Non si lavora per vivere, ma si vive per consumare, non contentandosi mai perché sempre nuovi beni vengono prodotti, sempre nuove cose che danno status sociale vengono prodotte, in un vortice senza fine dove si è creato il meccanismo perfetto dell’infelicità: infatti la tensione delle persone è tutta proiettata verso il futuro senza mai assaporare il presente, senza mai potersi sedere per godersi le cose o i beni acquistati e faticosamente sudati, perché nuove necessità incombono, a un ritmo sempre più frenetico. Un mondo che si caratterizza come un enorme supermarket dove la vita scorre tra produrre e spendere, e chi rimane indietro è perduto, un reietto, un emarginato. Le persone non sono più tali in base ai valori che guidano le loro azioni, bensì in base alla loro capacità di essere dei lavandini, o meglio, dei water, capaci di digerire continuamente beni e cose, cose e beni.

Il concetto di “democrazia” è diventato il totem ideologico delle classi politiche occidentali contemporanee, tanto da muovere pretestuosamente guerre in qualsivoglia parte del mondo con finalità tutt’altro che onorevoli, ma mascherandole con la volontà di esportare la “democrazia”. Termine questo in gran lunga svilito e stuprato nella stragrande maggioranza dei paesi occidentali in quanto da tempo questi Stati si sono adeguati a essere oligarchie, e le sfide elettorali null’altro sono se non pseudo-competizioni tra lobbies e gruppi di potere che delle volontà dei cittadini si fanno beffe una volta ottenuto l’agognato voto e la conseguente fetta di potere.

La democrazia è pertanto solo un meccanismo per la gestione del potere politico e sociale, non è, e non potrà mai essere, un valore a sé stante, né identificabile con il concetto di “bene”, da contrapporre al “male” incarnato da Stati che democratici non sono, pena ulteriori perdite di vite umane innocenti sulla coscienza.

Da ultimo, l’ineguagliabile superbia dell’Occidente sul resto del mondo in virtù della superiorità economica, finanziaria, tecnologica, produttiva e militare, tale per cui le élite politiche di questi paesi si arrogano il diritto di ingerenza negli affari di qualsivoglia Stato del mondo, senza dover chiedere conto a nessuno in quanto le maggiori Organizzazioni internazionali sono ampiamente sotto il loro controllo (Onu, Nato, Fmi).

In un mondo siffatto, con questi valori fondativi, non stupisce poi il rovescio della medaglia, fatto di una moltitudine di problematiche che interessano i cittadini nella sfera della salute mentale e comportamentale, tali da divenire vere e proprie emergenze sociali. Depressione, nevrosi, anomia, tossicodipendenza, alcolismo, ludopatia, sono il bubbone marcescente e putrescente in seno al mondo civilizzato occidentale, e vi rientrano tutti coloro che sono impossibilitati a trasformarsi in individui-lavandini o individui-water per lo scarico continuo dei beni di consumo, oppure perché consci di non trovare l’adeguata collocazione sociale in quello che viene venduto come “il migliore dei mondi possibili”.

Un mondo dove l’avere troppo annoia, e lo si vede per i giovani e i ricchi, sempre più dediti a trasgressioni e sballi estremi; mentre gli anziani, sempre più soli, tirano avanti tra giochi d’azzardo e sconce trasmissioni d’intrattenimento televisivo, dove si creano artificiosamente quei sentimenti che nella realtà non riescono più a vivere.

Hanno un bel da fare i vari Pontefici che da decenni a questa parte cercano di rimettere l’attenzione dei loro fedeli sui veri valori dell’individuo, oramai si vive in un mondo che ha creato una società dell’avere, del prodotto, dello status, dell’effimero, tesa sempre verso il futuro, senza mai cogliere e godere la vita nel presente, condannando la popolazione alla certezza dell’infelicità, dove l’unico essere umano che interessa è “il consumatore”.


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COMMENTI
01/12/2014 - preconcetti (z314 george)

Miei preconcetti che di solito mi impediscono di leggere oltre le prime righe o commentare articoli come il suo. Per inciso Leibniz quando parlava del migliore dei mondi possibili non faceva certo riferimento all'occidente (non foss'altro perché non esisteva). Lei parla di arroganza dell'occidente, di guerre da questo condotte per questo o quell'interesse... Le sembra che "civiltà" diverse da quella occidentale (penso a quella islamica, indiana, cinese e chi più ne ha più ne metta) siano meno arroganti, o facciano o abbiano fatto meno guerre del tanto vituperato occidente? Conosce altre civiltà che siano riuscite ad affrancare dalla miseria la maggior parte della propria popolazione permettendo nel contempo anche una certa democrazia (attestato da vita media pro-capite e possibilità di leggere articoli "contro", tipo il suo o anche peggio). La libertà che non tutte le civiltà "altre" dall'occidente le avrebbero lasciato le consentono di lasciare il suo posto di lavoro in banca, prendere la sua famiglia (se è daccordo con lei) e trasferirsi dove più le aggrada! PS provi a non guardare il mondo con i filtri di vetero e vetuste ideologie che hanno fatto il loro tempo e che tanti danni hanno e continuano a fare anche oggi!