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SPILLO/ I "totem" che hanno distrutto l’Occidente

Pubblicazione:lunedì 1 dicembre 2014

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Ma forse c’è un’ultima possibilità, e come le medicine più efficaci, che sanno essere amare e persino dolorose nell’immediato per poi dispiegare i loro effetti benefici nel futuro, il rimedio potrebbe essere una guerra. Sì, una guerra che interessi direttamente sul proprio territorio il mondo occidentale. Non parlo di atti di terrorismo, guerriglia o cose simili, bensì una guerra vecchio stile, con coinvolgimento diretto e massiccio della popolazione tutta.

Forse troppe generazioni private di questo dramma collettivo non sono un bene per la società, perché ci si impigrisce, si diventa arroganti, avari, egoisti, amorali, si perdono i veri valori dell’esistenza, che per prima cosa sono proprio il senso della vita e il vivere, sostituiti con valori fasulli, artificiosi che hanno portato a incensare comportamenti meschini, villani e arroganti a tutti i livelli del vivere civile, sin nelle altre sfere del potere politico ed economico.

La guerra porta distruzioni materiali e drammi umani, perdere le persone care, registrare per sempre nella propria mente gli orrori della violenza, convivere quotidianamente con la miseria e la morte sono cose che non si vogliono e non si devono augurare a nessuno. Ma come la lava di un vulcano quando passa distrugge tutto quello che incontra per poi, una volta ferma e raffreddata, torna a essere terra fertile per nuova vita, così anche la guerra ha effetti benefici, infatti riduce la vita delle persone all’essenziale, la libera dai mille orpelli mentali e materiali nei quali è stata rinchiusa, privandola della sua linfa vitale, per restituirle la sua vera essenza, che è il godimento quotidiano della vita stessa. Inoltre, nella guerra ci si sente tutti parte dell’immensa tragedia collettiva, ci si stringe assieme nelle necessità, si fa comunità, si rinuncia all’egoismo viscerale della società dell’accaparramento continuo, per essere parte di un insieme con lo stesso vissuto, le stesse esigenze, i medesimi sogni di vita e di pace.

Sì, perché un altro senso della guerra è quello di giungere un giorno, che si spera sempre arrivi il prima possibile, alla pace. Una guerra potrà salvare e redimere l’uomo e la società occidentale?

 

http://locatelliroberto.blogspot.it/



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COMMENTI
01/12/2014 - preconcetti (z314 george)

Miei preconcetti che di solito mi impediscono di leggere oltre le prime righe o commentare articoli come il suo. Per inciso Leibniz quando parlava del migliore dei mondi possibili non faceva certo riferimento all'occidente (non foss'altro perché non esisteva). Lei parla di arroganza dell'occidente, di guerre da questo condotte per questo o quell'interesse... Le sembra che "civiltà" diverse da quella occidentale (penso a quella islamica, indiana, cinese e chi più ne ha più ne metta) siano meno arroganti, o facciano o abbiano fatto meno guerre del tanto vituperato occidente? Conosce altre civiltà che siano riuscite ad affrancare dalla miseria la maggior parte della propria popolazione permettendo nel contempo anche una certa democrazia (attestato da vita media pro-capite e possibilità di leggere articoli "contro", tipo il suo o anche peggio). La libertà che non tutte le civiltà "altre" dall'occidente le avrebbero lasciato le consentono di lasciare il suo posto di lavoro in banca, prendere la sua famiglia (se è daccordo con lei) e trasferirsi dove più le aggrada! PS provi a non guardare il mondo con i filtri di vetero e vetuste ideologie che hanno fatto il loro tempo e che tanti danni hanno e continuano a fare anche oggi!