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Esteri

SPILLO/ I "totem" che hanno distrutto l’Occidente

Cos’è oggi il mondo occidentale? Cos’è rimasto della sua capacità di creare cultura a tutti i livelli dell’ingegno umano? ROBERTO LOCATELLI risponde lanciando una provocazione

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“Il migliore dei mondi possibile”, così viene incensata quella parte di mondo che viene identificata con il concetto di “Occidente”. Sarà vero? Forse è il caso di chiedersi che civiltà è quella occidentale, sia per quanto concerne la vita dei singoli individui, sia per quanto concerne la politica estera delle èlite al potere.

La civiltà occidentale ha le sue fondamenta nel bagaglio storico, filosofico, tecnico, organizzativo e sociale delle due civiltà classiche per antonomasia, quella greca e quella romana, sulle quali poi si è saldata la cultura legata alla religione cristiana che, nelle sue declinazioni e con i suoi meriti e demeriti, ha segnato la storia occidentale attraverso il Medioevo e l’Umanesimo-Rinascimento, influenzando notevolmente la vita delle popolazioni ivi presenti con conseguente fiorire di attività, studi e applicazioni tecniche che hanno svariato dalla filosofia alla teologia, dalla medicina all’insegnamento, dalla politica all’arte (musica, pittura, scultura) e all’architettura.

Con la Rivoluzione francese ha avuto inizio una lenta ma inesorabile erosione del potere temporale della Chiesa, e nel breve volgere di due secoli si è giunti ai giorni nostri, dove il magistero della stessa risulta confinato sempre più dell’alveo della sola dottrina religiosa, portando la società a un approccio laico scevro da condizionamenti religiosi.

Ma cos’è oggi il mondo occidentale? Come lo declineremmo? Cos’è rimasto della sua capacità di creare cultura a tutti i livelli dell’ingegno umano? Oggi quello che si definisce “mondo occidentale” è perlopiù un mondo dove la cultura e la civiltà non dimorano da tempo; i valori collettivi basilari del vivere civile, quali l’onestà, la lealtà, l’onore, la fedeltà, la sincerità, l’educazione, che caratterizzarono in passato questa parte di mondo, sembrano irrimediabilmente persi sull’altare dei nuovi idoli: potere, ricchezza e status. L’Occidente si caratterizza solo per tre aspetti: l’economicismo sfrenato, l’idolatria della “democrazia” e la pretesa superiorità verso il resto del mondo, considerandosi “il migliore dei mondi possibile”.

I valori collettivi tradizionali, che identificavano un individuo nella sua comunità di appartenenza e che, per osmosi, caratterizzavano la società tutta, sono stati sostituiti dalla perversa logica del consumismo e dal denaro. Beni, cose, oggetti, meglio se tanti, costosi e di lusso, identificano oggi la persona nella comunità di appartenenza, mentre il denaro è la ragione di vita. L’individuo non viene più considerato tale per i valori che rappresenta e che esprime nell’agire quotidiano, bensì in base al suo essere “consumatore”: se non è utile alla filiera consumo-produzione, è un escluso, una nullità.

Si badi bene che ho volutamente inteso scrivere di filiera consumo-produzione, e non come logicamente ci si aspetterebbe produzione-consumo, perché da tempo i maggiori esperti di economia ripetono il mantra che “bisogna stimolare i consumi per far ripartire la produzione”(!), il che, se lo si analizza bene, è un’assurdità: di solito si dovrebbe produrre ciò che serve, pertanto acquistare i prodotti che servono all’individuo, invece la nostra società è così sclerotizzata che chiede alla persone di annullarsi in quanto tali, diventare meri consumatori di ogni qualsivoglia stupidaggine, pur di permettere che la produzione non si fermi.


COMMENTI
01/12/2014 - preconcetti (z314 george)

Miei preconcetti che di solito mi impediscono di leggere oltre le prime righe o commentare articoli come il suo. Per inciso Leibniz quando parlava del migliore dei mondi possibili non faceva certo riferimento all'occidente (non foss'altro perché non esisteva). Lei parla di arroganza dell'occidente, di guerre da questo condotte per questo o quell'interesse... Le sembra che "civiltà" diverse da quella occidentale (penso a quella islamica, indiana, cinese e chi più ne ha più ne metta) siano meno arroganti, o facciano o abbiano fatto meno guerre del tanto vituperato occidente? Conosce altre civiltà che siano riuscite ad affrancare dalla miseria la maggior parte della propria popolazione permettendo nel contempo anche una certa democrazia (attestato da vita media pro-capite e possibilità di leggere articoli "contro", tipo il suo o anche peggio). La libertà che non tutte le civiltà "altre" dall'occidente le avrebbero lasciato le consentono di lasciare il suo posto di lavoro in banca, prendere la sua famiglia (se è daccordo con lei) e trasferirsi dove più le aggrada! PS provi a non guardare il mondo con i filtri di vetero e vetuste ideologie che hanno fatto il loro tempo e che tanti danni hanno e continuano a fare anche oggi!