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CASO MARO’/ No della corte suprema: Latorre torna in India, nessun permesso per Girone. Napolitano "fortemente contrariato"

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È stata respinta dalla Corte Suprema indiana la richiesta di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri di marina, accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel corso di un’operazione internazionale antipirateria. Latorre si trova in Italia e deve rientrare in India il prossimo 13 gennaio. A lui infatti è stato concesso di rientrare in Italia il 12 settembre scorso, dopo un ictus cerebrale per curarsi. Latorre aveva depositato la richiesta di prolungare il suo soggiorno in Italia per sottoporsi a un intervento al cuore. Ma la Corte ha detto “no”. Come pure ha respinto la richiesta di Girone, che aveva chiesto di rientrare in Italia per il trauma psicologico che la sua assenza prolungata, sono passati tre anni, ha provocato sui suoi figli, un maschio e una femmina. Il presidente della Corte H.L. Dattu ha spiegato che la richiesta non può essere accolta perché l’inchiesta sulla morte dei due pescatori non è ancora finita e “i capi d’accusa non sono stati ancora presentati”. “Anche le vittime – ha affermato – hanno i loro diritti”. Dura la reazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "fortemente contrariato" dalle notizie giunte da Nuova Delhi circa gli ultimi negativi sviluppi della vicenda dei marò. Il Capo dello Stato, recita una nota del Quirinale, resterà in stretto contatto con il Governo e seguirà con attenzione gli orientamenti che si determineranno in Parlamento. (Serena Marotta)



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