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CASO MARO'/ Cossiga: perché la magistratura italiana tace?

I due marò, Salvatore Girone (S) e Massimiliano Latorre (Infophoto) I due marò, Salvatore Girone (S) e Massimiliano Latorre (Infophoto)

Il nostro governo si limiterebbe a spiegare di non poter rispedire Latorre in India, contrariamente alla sua volontà, perché la magistratura è un potere indipendente. Avremmo così affermato il principio che in punta di diritto si tratta di un caso - quello dei due marò - che deve essere giudicato in Italia. Dall’altra avremmo salvato la faccia con il governo italiano, perché avremmo potuto dirgli che la magistratura è indipendente e la politica non può fare nulla per farli uscire.

 

Per salvare Latorre, la magistratura dovrebbe per forza incriminarlo?

Non necessariamente. La magistratura potrebbe intervenire anche per ragioni sanitarie. Latorre è in Italia per curarsi, e se sta troppo male per andare via i giudici possono decidere di non farlo viaggiare. Resta comunque il fatto che nella vicenda dei due marò l’Italia ha mostrato tutta la sua debolezza sul piano internazionale.

 

Dopo le dimissioni di Napolitano saremo ancora più deboli?

Sì, perché Napolitano ha una immagine internazionale di alto livello, non solo per l’età ma anche per il suo prestigio politico. Sul piano internazionale esiste Napolitano, non certo Renzi, Gentiloni o la Mogherini. Di conseguenza c’è il rischio di risultare ancora più deboli, anche se naturalmente dipenderà da chi sarà il nuovo presidente della Repubblica.

 

(Pietro Vernizzi)

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