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Esteri

CASO MARO'/ Respinte le istanze di Latorre e Girone, l'Italia richiama l'ambasciatore a New Delhi

Salvatore Girone non può tornare in Italia per Natale, mentre Massimiliano Latorre deve rientrare in India dopo l’ictus che lo ha colpito a settembre. La decisione ha scatenato le polemiche

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Caso marò, news - L’Italia cambia strategia dopo l’ennesimo “no” della Corte Suprema indiana sulla questione dei marò. Saranno fatte “tutte le azioni necessarie”, lo dicono i ministri della Difesa Roberta Pinotti e degli Esteri Paolo Gentiloni, intervenuti alle commissioni riunite alla Camera. "Di fronte a un atteggiamento così grave, il governo si riserva i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi", anche se "non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche", ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Il recupero fisico di Massimiliano Latorre è “una priorità per il governo e nulla sarà fatto per mettere a rischio le sue condizioni”, ha affermato Pinotti.

Caso marò, news - Salvatore Girone non potrà tornare in Italia per Natale, mentre Massimiliano Latorre dovrà rientrare in India dopo l’ictus che lo ha colpito a settembre. Lo ha deciso la Corte suprema indiana, respingendo le istanze dei due marò italiani trattenuti in India da quasi tre anni. La notizia ha scatenato le polemiche, con Napolitano che si è detto “fortemente contrariato” e la Lega che chiede di andare a riprendere i fucilieri con un blitz delle forze speciali. Mentre il governo riferirà oggi in commissione sulla questione, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha chiarito che in tutti i casi Latorre non tornerà in India: “Si deve curare qui in Italia – ha detto a Porta a Porta - ce lo stanno dicendo i medici e non vedo quindi come possa tornare in India. Noi non ci muoviamo da questa posizione”. Quella della Corte suprema indiana, ha aggiunto Pinotti, “è una decisione grave che non ci aspettavamo. Siamo vicini ai nostri militari e adesso penseremo a come rispondere”. Anche secondo l’alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, quanto stabilito dai giudici indiani “delude le aspettative per una soluzione di comune accordo attesa da lungo tempo”, e “può incidere sulle relazioni Ue-India e sulla lotta globale contro la pirateria in cui l’Ue è fortemente impegnata".

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