BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

DIARIO USA/ Caro presidente Obama, se puoi andare a Cuba ringrazia il papa

Fidel Castro (Infophoto)Fidel Castro (Infophoto)

Se potessi gli direi "Barack, lo sai che mi piaci poco, ma per una volta hai guardato nella direzione giusta. Coraggio, continua a guardare lì! Chiediti perché un Papa è stato capace di rivoltare cinquant'anni di feroce inimicizia, e visto che ci sei, prova a ricordare quel che hanno fatto anche i papi che hanno preceduto Francesco". Chissà come si svilupperà questa storia. Chissà se su quelle 90 miglia che separano Key West, The Southernmost point degli Stati Uniti e Cuba si riuscirà finalmente a costruire un ponte.

Pensare che la possibilità di ricucire uno strappo così drammatico sia nata dal tentativo di avere cura di un uomo, un uomo qualsiasi come Gross, deve darci speranza. E questo non può che essere un tempo di speranza. E' il tempo in cui Dio si è fatto uomo. Impensabile, ancora più impensabile che costruire quel ponte attraverso i Caraibi. A Dio nulla è impossibile, e gli uomini che amano Dio sono strumenti di miracoli.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
20/12/2014 - Non mi rallegro (Giuseppe Crippa)

Caro Maniscalco, sarò – come dici tu – scemo, ottuso e proprio deficiente, ma non mi rallegro (anche se certamente non mi straccio le vesti, anzi) perché non mi piace essere preso in giro da un Obama che, ormai “anitra zoppa” ed incapace guidare il suo Paese in una direzione condivisa dalla grande maggioranza degli americani, cerca freneticamente qualche iniziativa “pacifista” per far digerire ai suoi sostenitori le giravolte cui è costretto dalla cruda realtà del fondamentalismo islamico in altre aree del globo. Ancor meno mi rallegro perché strumentalizza papa Francesco facendogli dire, nella frase che citi, una evidente banalità e l’esatto contrario di quello che è il suo manifesto programmatico perché “l’uscita verso le periferie del mondo” presuppone che le si accetti per come sono per cominciare a curare le loro ferite. Mi fa piacere comunque che anche tu arrivi ad intuire che sarebbe più corretto dire che papa Francesco negli ultimi due mesi ha finalizzato il grande lavoro dei predecessori e non che “è stato capace di rivoltare cinquant’anni di feroce inimicizia”. Con rispetto (verso di te e verso il blues americano, ma non verso i canti rivoluzionari cubani e verso questa feroce dittatura familistico/comunista che non è affatto finita in questi giorni…)