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Esteri

SCENARI/ Nafta e Ttip, le sigle che "consegnano" l'Europa agli Usa

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Nemmeno tuttavia può e deve voltare le spalle agli Stati Uniti. Occorre piuttosto che riassuma pienamente il ruolo cui la storia e la geografia la destinano. In tale prospettiva l'Accordo transatlantico che si prospetta diventa accettabile solo nella misura in cui non è minimamente orientato alla costruzione di una fortezza "atlantica". Se ciò fosse, diventerebbero indirette e remote quelle cruciali relazioni euro-asiatiche e afro-europee che per natura sono dirette e prossime. 

Accanto all'urgenza cui abbiamo sin qui accennato ce n'è poi un'altra altrettanto importante. Anzi più importante ancora poiché attiene al tema della libertà. Nel nostro tempo — ricordiamolo ancora una volta — la libertà e la democrazia subiscono la pressione di spinte neo-autoritarie. Queste vengono da una parte da influenti élites intellettuali tese a imporre il nichilismo e il relativismo come pensiero unico, e dall'altra da giganteschi gruppi industriali-finanziari transnazionali tesi ad assumere a proprio vantaggio anche il ruolo di supremi regolatori dei mercati. Le prime sono considerate di "sinistra" e le seconde di "destra", ma nella sostanza giocano tutte quante nel medesimo senso: ovvero nel senso dell'asservimento e dell'alienazione. 

A tale proposito l'esperienza già consolidata della tecnocrazia oggi al potere nell'Unione Europea dimostra che — nella misura in cui sfuggono a un forte controllo democratico — i mercati comuni tendono anche a divenire un grande cavallo di Troia a servizio di quelle spinte neo-autoritarie di cui si diceva. Il principale e tipico grimaldello di tale sviluppo è qualcosa di apparentemente insospettabile: l'abbattimento delle "barriere non tariffarie". In assenza di controllo politico, e prima ancora di vigilanza culturale e sociale, in nome dell'abbattimento delle barriere non tariffarie si può fare di tutto aggirando competenze, sovranità, legittime specificità culturali, principi di diritto, valori civili condivisi e consolidati. Nel caso particolare del Ttip, si ventila una possibilità illimitata di ricorsi ad arbitrati internazionali in conflitti fra soggetti privati e Stati membri. Ciò è molto pericoloso: per questa via infatti le grandi lobbies e i grandi gruppi industriali-finanziari transnazionali potrebbero trasformarsi in fonti di diritto spurie, ma irrefrenabili nei più diversi campi. Non solo in quello economico ma anche in altri a prima vista lontani dal commercio internazionale: dal diritto di famiglia alla sanità, alla scuola, alla libertà d'impresa, all'ambiente e così via. Ce n'è insomma abbastanza per non lasciare questa faccenda alle sole attenzioni dei proverbiali "addetti ai lavori".

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COMMENTI
25/12/2014 - commento (francesco taddei)

tutto ciò dimostra come tra alleati non si convive con strette di mano tra gentiluomini ma con la pistola più grande. forse solo la germania si opporrà. loro dopo decenni di divisione sanno cosa significa sovranità nazionale.