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Esteri

FRANCIA/ Il Natale, ultima speranza contro i terroristi fai-da-te

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È il Male, semplicemente, il Male radicale che non tollera la pace ed il bene che la circonda. Ed ha perfettamente ragione di odiarla, perché questa pace non ha nulla di umano, non ha nulla di naturale, perché in realtà è "troppo umana". Questa pace è un'eccedenza di umanità, un salto nell'infinitamente buono e nel profondamente bello che l'uomo non può compiere da solo. Da solo non può che coltivare il proprio odio, come si coltiva una lucida follia. 

Questa pace, infatti, è divina. È il dono di un Dio che si è fatto uomo ed è venuto alla luce in una stalla "perché non c'era posto per loro nell'albergo", dando vita alla scena di pace più densa della storia dell'umanità. La pace che cerchiamo in ogni angolo della vita quotidiana, quella che porta a ricostruire sempre ed a ricominciare, perdonando "fino a settanta volte sette", questa pace, è un dono di Dio. 

Un Dio che accetta di essere il più debole di tutti è il più potente e radicale dei disarmi. Il Male, il Male radicale, quello che spegne anche la luce della ragione e viaggia solo con il delirio, non tollera la grazia di un Dio che si è donato ed è venuto tra noi, accompagnato dal sorriso di una giovanetta e da quello di un padre che riusciva ad amare e proteggere entrambi solo per aver creduto in un sogno (Matteo, 1,18-25). Un Dio che è venuto senza che ce lo fossimo meritato.

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