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URUGUAY/ La "Svizzera" del Sud America che può aiutare l'Italia

Tabaré Vazquez (Infophoto) Tabaré Vazquez (Infophoto)

Un Paese all’avanguardia nella tradizione democratica, una vera e propria isola nel turbinio di un Continente, quello latino-americano, combattuto tra populismi fasulli e paesi dove l’esempio uruguagio inizia a replicarsi: non slogan fini a se stessi, non più politiche false rivoluzionarie che servono solo per aumentare la povertà, ma uno Stato che fa sentire la sua presenza di arbitro di una nazione, senza per questo dichiarare guerra aperta al sistema capitalista, ma fornendogli regole che Adam Smith avrebbe sottoscritto appieno, con codici sia etici che morali molto fermi.

È così che, seguendo questo modello, nazioni con crisi quasi endemiche stanno risollevandosi a grandi passi, imparando quello che l’Uruguay ha sempre praticato: vivere la democrazia con la partecipazione di tutti. Perù, Bolivia, Ecuador e Cile (da molti anni) hanno trovato nell’alternanza e nel dialogo la vera spinta all’evoluzione di un continente che, a questo punto, sta creando politiche uniformi che gli permetteranno sicuramente di godere di un futuro migliore e di allontanarsi dalla crisi mondiale anche attraverso lo sfruttamento delle proprie incalcolabili ricchezze economiche.

Pepe Mujica, presentandosi al seggio elettorale a bordo della sua mitica Volkswagen Maggiolino degli anni Settanta che è parte di uno stile di vita che lo ha trasformato in esempio di come la gente vorrebbe un Presidente (verrebbe quasi da chiedergli, ora che non è più in carica, di venire un po’ di anni a governare il nostro caro Stivale), ha dichiarato: “Non so se l’Uruguay sia un esempio o se il mondo si sia trasformato in un disastro, ma sicuramente l’Uruguay è un Paese molto maturo, che ha affrontato i suoi problemi. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e dobbiamo preservare questo valore senza per questo adeguarci a esso e smettere di evolverci”.

Quanta saggezza in ciò, ma anche quanta distanza con il nostro Paese, se immaginiamo a certi personaggi che compongono la quasi totalità della politica italiana. Per ascoltare discorsi del genere ormai ci dobbiamo rivolgere a Papa Francesco.

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COMMENTI
03/12/2014 - Non è un Paradiso... (Guido Gazzoli)

..questo è chiaro..ma nemmeno l'Inferno e comunque si sta molto meglio che in tanti altri Stati e in Uruguay si sono raggiunti traguardi inimmaginabili da altre parti . lo Stato laico non pone limiti alle religioni e nemmeno proibisce altri diritti ..per cui uno è libero di sposarsi con chi vuole , divorziarsi etc etc ....non è uno Stato governato secondo i principi una religione... Sui suicidi si....ma pare sia una pratica molto estesa i tutti i Paesi sviluppati..e comunque di certo ci sono molti meno morti per povertà , disoccupazione e malattie . Di certo se si afferma che Renzi possa arrivare li i casi sono due : o non si capisce chi è Renzi o non si conosce l'Uruguay..

 
03/12/2014 - tutto oro? (paolo canti)

E' innegabile la crescita del paese. Ma forse gli indicatori per farne un esempio dovrebbero essere anche altri, a meno di essere convinti che solo il benessere economico conti. Solo questo prima o poi causa qualche squilibrio. L'avanguardia dell'Uruguay passa anche attraverso le conquiste sociali che purtroppo comprendono l'adozione a coppie omosessuali, matrimonio gay, primo paese a legalizzare l'aborto e progressivo confinamento della Chiesa alla sola libertà di culto (non proprio il concetto di sussidiarietà). E' vero che giudicare con la pancia piena a volte è antipatico ma il fatto che è il paese con il più alto numeri di suicidi dell'america latina forse suggerisce qualche riflessione più articolata... Forse Renzi è sulla stessa strada?