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CAOS GRECIA/ Deliolanes: il "terrorismo" finanziario ha paura della nuova Europa

Pubblicazione:martedì 30 dicembre 2014

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Sì. Assisteremo ad altre azioni “terroristiche”, come quella che ha preannunciato il presidente del gruppo parlamentare di Nuova Democrazia, il partito di centrodestra del premier Antonis Samaras, il quale ha invitato gli imprenditori a prendere i loro soldi e portarli all’estero. È inevitabile che una classe dirigente di livello così basso sia sconfitta alle elezioni e vada all’opposizione. Non stupisce del resto che dopo 40 anni di questa classe dirigente la Grecia sia arrivata al punto in cui si trova ora.

 

L’economia greca ha appena iniziato a riprendersi dopo sette anni di recessione. E se questo voto uccidesse la timida ripresa?

Stiamo parlando di un +0,6%, dopo avere perso il 26%: non è una timida ripresa, ma una presa per i fondelli.

 

Vuole dire che il voto anticipato è più un problema per la Germania che per a Grecia?

Non è un problema né per la Grecia, né per la Germania, bensì per l’Europa. Per la prima volta l’Ue avrà un governo che dirà chiaramente e apertamente di no alla politica economica di austerità che è stata perseguita non soltanto in Grecia ma anche in tutti i paesi indebitati dell’Europa. Ci sarà quindi il bisogno di ridefinire questa politica a livello europeo, perché è inverosimile pensare che questo no greco rimanga isolato. Già sentiamo da parte di altri paesi indebitati, inclusa l’Italia, levarsi voci che vanno in questa stessa direzione. Avremo quindi una rinegoziazione del debito che la Grecia ha accumulato in questi quattro anni di austerità, pari al 175% del Pil, e questo sarà il primo passo per una nuova politica economica per tutta l’Europa.

 

Grecia, Italia, Spagna e Francia a quel punto uniranno i loro sforzi per cambiare l’Europa?

Questo sarebbe uno scenario molto positivo. Il grave errore dei paesi del Sud Europa è stato quello di non avere pensato di elaborare una strategia comune. La speranza dei greci è che si crei un fronte anti-austerità, nel solco del realismo e dell’europeismo, per contestare la politica perseguita fino a questo momento.

 

E se Tsipras non ce la facesse a formare il nuovo governo?


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