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CAOS GRECIA/ Deliolanes: il "terrorismo" finanziario ha paura della nuova Europa

Pubblicazione:martedì 30 dicembre 2014

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«Per la prima volta avremo un governo all’interno dell’Eurozona che dirà chiaramente e apertamente di no alla politica economica di austerità che è stata perseguita non soltanto in Grecia ma anche in tutti i paesi indebitati dell’Europa». Il giornalista greco Dimitri Deliolanes commenta così la terza fumata nera del Parlamento di Atene che ieri non è riuscito a eleggere il presidente della Repubblica e che quindi sarà sciolto come prevede la Costituzione. Stavros Dimas, candidato del primo ministro Antonis Samaras, si è fermato a 168 voti mentre gliene occorrevano 180. Dopo sette anni di recessione, l’economia greca ha registrato per la prima volta un +0,6% ma la gente è sfinita dopo anni di austerità. Non a caso i sondaggi danno in testa il partito di sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsiras, che intende rinegoziare le condizioni del piano di salvataggio da parte di Ue e Fmi.

 

Come si aspetta che evolva questa crisi politica?

La Costituzione greca dice che se per tre volte il Parlamento non riesce a eleggere il nuovo presidente, entro dieci giorni lo stesso Parlamento si scioglie ed entro un mese si svolgono le nuove elezioni politiche. Le date probabili per il voto sono il 25 gennaio (come annunciato da Samaras), il 1 febbraio o l’8 febbraio.

 

La Borsa di Atene già prima del voto era caduta del 10%. Come valuta questo fatto?

La Borsa di Atene non è Wall Street, nel sistema economico greco ha una storia breve e peccaminosa. Chi la conosce sa che a nessuno interessa quello che fa o meno la Borsa greca.

 

Prima che sia formato il nuovo governo ci vorranno circa due mesi. Che cosa accadrà in questa fase di incertezza?

Si intensificherà quello che è già iniziato ad accadere, uno scenario molto simile a quello che i greci hanno vissuto durante le elezioni del 2012. Ci saranno allarmi spaventosi, appelli alla responsabilità, inviti a non cambiare, una sottolineatura del fatto che non c’è alternativa perché ci troviamo di fronte al rischio di una catastrofe gigantesca. Si evocheranno meteoriti che cadono sull’Europa, terremoti e cavallette. Questo scenario terroristico e allarmistico ha funzionato nel 2012, ma non credo che funzionerà ancora nel 2015.

 

Si aspetta una campagna elettorale molto dura?


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