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DIARIO USA/ Hagel-Carter, la "staffetta" che cambia la politica (militare) di Obama

Pubblicazione:domenica 7 dicembre 2014

Obama (S) con il neosegretario alla Difesa Ashton Carter (Infophoto) Obama (S) con il neosegretario alla Difesa Ashton Carter (Infophoto)

Ma probabilmente Hagel se ne sarebbe andato anche da solo. Lui, spesso chiamato dai media "il segretario della Difesa senza voce, mentre in tempi recenti degli attacchi nei suoi confronti montavano, ha espresso la sua frustrazione nel sentirsi intrappolato e "micro-managed".

E così Obama ha scelto Carter. Ashton Carter, un fisico, uno da anni al Pentagono con le mani in pasta sulla materialità della guerra (sua la progettazione di veicoli militari a prova di mina). Carter è considerato un centrista, un patriota, un profondo conoscitore delle forze armate americane. Ma anche uno che non la manda a dire. Un interventista, mettiamola così. È per questo che la sua nomina non troverà alcun ostacolo in un parlamento sempre più repubblicano, anche se Carter repubblicano lo è meno di Hagel.

Che l'America stia ripensando la sua recente politica di disimpegno militare è un fatto. Carter sembra proprio essere il paladino credibile di questo nuovo approccio. Hagel non lo era. Non sembravano queste le intenzioni di Obama, ma le scelte operate in tempi recenti hanno reso indispensabile questo cambiamento. Che Obama l'abbia fatto per limitare i danni della sua debolezza politica cercando di smussare l'ostilità repubblicana, o l'abbia fatto perché non sa mai da che parte girarsi, non lo scopriremo mai.

Sappiamo solo che di militari americani in giro per il mondo ne vedremo di più.



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