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DIARIO GERMANIA/ Se i comunisti usano le parole cristiane per tornare al potere

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Una miseria che, aggiungo io, non è stata, almeno per quanto riguarda la Turingia, affrontata dalla CDU con l'autorità morale necessaria. Penso al fatto che per esempio l'ex presidente del consiglio della Turingia della CDU, Christine Lieberknecht, abbia permesso ad un segretario di stato di andare in pensione (con tutte le agevolazioni economiche del caso), pur sapendo che egli aveva un nuovo lavoro. L'esempio è solo uno degli errori dell'ex presidente del consiglio citato da Claus Peter Müller. 

Ramelow invece proprio nella questione morale si presenta come uno che vuole fare sul serio. Si è immediatamente scusato con le vittime della SED (a questa richiesta di scuse ha dedicato la prima pagina la Mitteldeutsche Zeitung) ed ha annunciato che il suo primo atto quo ufficio, dopo la cerimonia del giuramento come funzionario dello stato, sarà quello di permettere ai profughi, almeno per l'inverno, di poter rimanere nella Turingia. Anche se prendiamo come criterio di giudizio politico ciò che papa Francesco ha detto al parlamento europeo (25 novembre 2014) su leggi adatte e necessarie per l'accoglienza dei profughi, allora si può vedere come le persone che vivono nei nuovi Länder, scettici nei confronti dei cristiani, possano vedere comunque più di una corrispondenza agli ideali cristiani e umanisti in questo nuovo attore della politica tedesca che in molti altri politici che sono cristiani solo di nome. 

Ovviamene mi è chiaro che anche Lenin, che certamente non era un campione di democrazia ed umanità, abbia saputo usare temi "cristiani" e/o "umanistici" se gli sembrava opportuno per la conquista del potere; e mi è anche chiaro che se Die Linke vuole davvero essere preso sul serio come partito democratico non potrà accontentarsi del "momento di orgoglio" (Gregor Gysi, il politico più conosciuto dei Linke) per la vittoria di venerdì, ma dovrà  anche affrontare la questione della ricezione e della memoria politica che il fallimento della DDR ha significato per l'idea socialista. 

Per chi cerca di prendere sul serio il dialogo trasversale proposto da papa Francesco nel suo discorso al Consiglio europeo anche a livello politico, occorre forse rilevare che non la polemica contro la Stasi, per quanto terribile sia ciò che la Stasi ha fatto, ma il farsi toccare dalla realtà in questione come una pro-vocazione che spinge ad una "collaborazione", permette di vivere la vita come "compito". Come un impegno, cioè, ad un vero dialogo con quegli uomini concreti che vedono nell'elezione di Ramelow una chance per la Turingia. Tra essi ci sono senz'altro anche i colleghi di lavoro e le persone a noi più vicine nella vita di ogni giorno.


COMMENTI
09/12/2014 - Post Scriptum - martedì 9 dicembre (Roberto Graziotto)

Proprio nel giorno dell'uscita del mio articolo su Bodo Ramelow la cancelliera Angela Merkel è stata rieletta a Colonia con circa il 97% dei voti, per l'ottava volta, come presidente della CDU (fonte MDR = Mitteldeutscher Rundfunk). Ha toccato duramente l'evento politico della Turingia, commentato nel mio articolo, dicendo che esso è una vergogna politica, tanto più che accade nel venticinquesimo anniversario della caduta del muro. Si potrebbe dire che una tale affermazione sia ovvia nel "discorso politico", ma forse, se si tiene conto che la cancelliera nel suo discorso di oggi a Colonia non cita mai né l'ascesa della AfD né la manifestazione di 10.000 persone contro l'Islam ed in difesa dell'identità europea avvenuta al fine settimana a Dresda, si potrebbe dire che Angela Merkel manchi totalmente di un "discorso trasversale" sia a destra che a sinistra, con la differenza che la sinistra è degna almeno di essere combattuta esplicitamente.