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SIRIA/ Così Putin e Obama possono risparmiarci l'ipocrisia di una Ginevra 3

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Lakhdar Brahimi (Infophoto)  Lakhdar Brahimi (Infophoto)

Ciò fermo restando occorre poi garantire la messa in moto di un processo di ricostruzione economica e sociale del paese che renda la pace non sono umanamente auspicabile ma anche materialmente vantaggiosa. Non bisogna mai dimenticare infatti che in situazioni del genere la guerra diventa anche per molti un modo di vivere. A tutti costoro − che con la pace per così dire perdono il posto − occorre anche offrire concrete alternative, se non si vuole che si oppongano alla pacificazione con quel che resta loro in mano, ossia le armi e gli esplosivi. In particolare di questi ultimi ne bastano pochi per preparare auto-bomba, quante ne bastano per rendere un dopoguerra fragile e instabile per anni. Se si vuole davvero la pace, anche di tutto questo ci si deve occupare quando ci si riunisce a discuterne in grandi e confortevoli alberghi sulle rive del lago di Ginevra. 



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