BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

EUTANASIA/ Snead (Usa): voler salvare vite non è fanatismo religioso

Infophoto Infophoto

Apparentemente non vi è nessuna legge che preveda il caso di una donna legalmente “morta” ma in stato di gravidanza, il cui bambino potrebbe essere salvato mantenendo funzionanti artificialmente le funzioni corporee della madre. Considero una terribile tragedia la scelta della famiglia di non cercare di salvare la vita di quel bambino. E mi sembra difficile pensare che Marlise Munoz avesse in precedenza lasciato disposizioni in tal senso se si fossero verificate simili circostanze, rinunciando a priori alla possibilità di salvare il suo bambino. 

 

La lobby pro-choice ha definito il dissenso dalla decisione della Corte un esempio di fanatismo religioso. Qual è la sua opinione su una tale affermazione?

Non credo proprio che il desiderio di salvare vite umane innocenti e indifese possa essere definito “fanatismo religioso”. Non vi è assolutamente alcun bisogno di essere religiosi per riconoscere e rispettare la uguale dignità di ogni essere umano.

 

Vi è il rischio che questa vicenda possa essere sfruttata nel dibattito a favore dell’intr4oduzione dell’eutanasia negli Stati Uniti?

Non credo, perché si tratta di una caso piuttosto particolare che non ha molte probabilità di influenzare il dibattito sull’eutanasia, che è illegale negli Stati Uniti. Il suicido assistito è illegale in quasi tutti gli stati, con solo alcune eccezioni. La American Medical Association e altre associazioni di medici si sono comunque dichiarate contrarie all’introduzione del suicidio assistito e dell’eutanasia.

© Riproduzione Riservata.