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MARO'/ Curti Gialdino: dall'Onu un grave comportamento "pilatesco"

Ban Ki-moon (Infophoto) Ban Ki-moon (Infophoto)

Le dichiarazioni del portavoce del Segretario generale (circa l'assenza di competenza del Segretario generale al riguardo, ndr) paiono per un verso esageratamente formalistiche: non vi è dubbio che tra l'Italia e l'India sia in atto una controversia internazionale, e che il processo in India non si svolga nei confronti di cittadini italiani incolpati di aver commesso condotte penalmente rilevanti nell'esercizio di attività private. Per altro verso, dimenticano il ruolo già svolto dai Segretari generali delle Nazioni Unite − e dallo stesso Ban Ki-Moon − nei procedimenti diplomatici di soluzione delle controversie fra Stati: buoni uffici, mediazione, e altro.

Come si metterà, secondo lei? Cosa ci resta da fare?
A questo punto c'è da confidare che la Corte Suprema indiana, auspicabilmente già dopo l'udienza di lunedì prossimo − perché un ulteriore rinvio mi parrebbe difficilmente tollerabile − prenda finalmente posizione circa la petizione italiana e, nelle more del giudizio di fronte al tribunale ad hoc, consenta il rientro in Italia dei due marò. L'Italia, che in fondo per ben due volte (anche se la seconda volta con qualche contorcimento) ha riportato i fucilieri in India, adempiendo agli impegni presi, potrà fornire all'India tutte le assicurazioni del caso, ai fini dell'esecuzione dell'eventuale pena. Quest'ultima, in ogni caso, potrebbe essere scontata in Italia in forza dell'accordo italo-indiano sul trasferimento delle persone condannate del 10 agosto 2012.

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COMMENTI
13/02/2014 - Bene. (luciano dario lupano)

Non si dia piu' un "ghello" a quel ricettacolo di imbucati che costano un sacco di soldi e non si è ancora riusciti a capire a cosa serva!