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DIARIO UCRAINA/ Sigov (dissidente): se falliamo resterà solo la "Corea del Nord"

Pubblicazione:sabato 15 febbraio 2014

Protesta sul Maidan, la piazza dell'Indipendenza a Kiev (Infophoto) Protesta sul Maidan, la piazza dell'Indipendenza a Kiev (Infophoto)

Questo non fa che dimostrare una volta di più che la gente non vuole fuggire in Occidente, ma costruire l'Europa in Ucraina. È importante sostenere queste iniziative con campagne di informazione, con il contributo dell'esperienza delle strutture europee, con la partecipazione a progetti culturali, educativi e scientifici comuni. Sarebbe importante riproporre un rinnovato modello di "Parternariato Orientale", volto a rafforzare e a sviluppare la nostra società civile, e altre iniziative pratiche...

Ora faccio consapevolmente uno sforzo per non sviluppare lo scenario pessimista (sebbene i nostri amici di Minsk e Mosca ci mettano in guardia contro il rischio reale che si avveri e le fobie che possono seguire). Fuori è notte, siamo a -18°, e i nostri figli, i nostri amici sul Maidan proteggono Kiev dai banditi e dal terrore, dalla "fobocrazia". Ma, essenzialmente, preservano dalla dimenticanza il "tesoro" che è la dignità umana. Sono ormai due mesi che il Maidan resiste, e deve resistere, per poter scrivere la sua pagina nella storia dell'Europa. 



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COMMENTI
20/02/2014 - risposta al Sig. Gualtiniero (Iryna Pelykh)

Le posso dire solo una cosa: smetta di vedere la televisione russa!!!! e cerchi di informarsi bene prima di scrivere cosi tante sciocchezze!!!

 
19/02/2014 - Pena (Andrea Gualtiero)

Sento ora che tre sono i poliziotti morti oggi a Kiev e ben 35 altri sono in pericolo di vita, tra i 157 finora feriti negli scontri. Steinmeier dovrebbe chiarire se le sanzioni UE si rivolgeranno all'Ucraina oppure agli USA, rispetto agli scontri e ai molti morti di Kiev. Si dovrebbe parlare, infatti di "responsabilità". Mi chiedo cosa attenda Yanukovitch per abbandonare Kiev a se stessa e riparare altrove, per esempio a Kharkow, dove raccogliere il governo Ucraino e riprendere attività politiche in una zona che potrebbe essere più difendibile, visto che molti cittadini detengono armi nell'est. A questo punto, infatti, è chiaro che le forze di sicurezza ucraine non sono in grado di difendere la città: non ne hanno né i mezzi né la determinazione, perché combattono contro un branco eterogeneo e multinazionale di disperati, diretti e orchestrati da entità politiche straniere. Credo che occorra proteggere il sud del paese, ma questo non potrà avvenire senza lasciare Kiev. Solo in questo modo, forse, sarà possibile chiedere alla flotta russa di Sebastopoli di rendersi operativa, neutralizzando le navi americane che (chissà perché?) sono entrate da qualche settimana nel mar Nero.

 
18/02/2014 - Ma cosa dite? (Andrea Gualtiero)

Siamo tutti in grado di collegarci con Kiev e vedere, anche in tempo reale, cosa succede. Possiamo tutti ascoltare i commenti e vedere i filmati disponibili sulle televisioni russe. Si vedono militari con scarpe di cartone, che sembrano i nostri alpini in Russia settant'anni fa. Poveri ragazzi che, probabilmente hanno famiglie, ammazzati a botte, quasi disarmati, privi della possibilità di difendersi. Ho visto un tank in fiamme: questo non si può fare con le molotov...! Credetemi che non è possibile, se non con armi "importanti" che la gente civile non può possedere. Quello che tutte le persone intelligenti e di buon senso possono liberamente vedere mostra una verità molto diversa da quella pretesa da americani e oppositori ucraini. Qui io rivedo, ma all'ennesima potenza, la Valle Giulia che vedeva Pasolini decenni fa: poveri, quasi disarmati, che tentano di difendere dalla distruzione totale una città. E distruttori, migliaia, armati e (forse) addestrati che non hanno nulla da perdere e sfasciano tutto. I difensori non hanno i mezzi per opporsi alle aggressioni, sono massacrati, uccisi, dispersi. E sono anche psicologicamente più deboli, perché disorientati nelle direttive che ricevono e, soprattutto, perché hanno famiglie e qualcosa da difendere, quindi amano la propria vita. Aveva ragione il fascista Romualdi (padre): "Tremila persone disposte a tutto, e senza nulla da perdere, possono tenere in pugno una nazione".