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Esteri

EGITTO/ Amin (Cnn): Putin crede di "sostituirsi" agli Stati Uniti, ma sbaglia

Vladimir Putin (Infophoto)Vladimir Putin (Infophoto)

In Egitto c’è la convinzione molto diffusa che l’America abbia sostenuto i Fratelli musulmani, ma funzionari del governo federale mi hanno confidato che in realtà un’ascesa al potere del partito islamista per loro era la peggiore scelta possibile. Frank G. Wisner, inviato nel 2011 da Obama in Egitto durante le proteste contro Mubarak, dichiarò che avrebbe sostenuto qualsiasi scelta fosse stata fatta dagli egiziani al momento delle elezioni. In molti però sono convinti che ci sia stato in realtà un accordo tra Casa Bianca e Fratelli musulmani, e non è del resto un mistero che le due parti si stiano ancora parlando. Putin ha colto l’occasione al volo per mostrare di essere ancora una superpotenza, e non avendo mai sostenuto i Fratelli musulmani ha scelto di schierarsi con il generale Al-Sisi.

 

Dopo la rottura con gli Usa, l’Egitto finirà nell’orbita della Russia?

Ritengo che ciò non accadrà, perché in questo momento lo stato d’animo degli egiziani è teso a respingere qualsiasi forma di imperialismo. Dopo la rivoluzione l’Egitto vuole controllare il suo destino e rifiuta chiunque intenda dettargli degli ordini dall’esterno. Durante la fase più acuta dei rivolgimenti in Egitto, il Parlamento ha diffuso una dichiarazione ufficiale rivolta a tutte le potenze mondiali: “Quanto sta avvenendo al nostro popolo è una questione interna, vi chiediamo di non interferire”. E’ lo stesso invito che mi sento di fare al presidente Putin.

 

(Pietro Vernizzi)

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