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GUERRA UCRAINA/ 2. Una "mossa" di Usa e Germania contro la Russia

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Nel parlamento ucraino tre formazioni politiche sostenevano la richiesta pro-europea: l’Unione pan-ucraina “Patria” – Batkivshna - dell’oligarca ed ex-premier Julija Tymoshenko, attualmente in carcere dopo la condanna per appropriazione indebita, che nel 2012 ottenne il 25.57% dei voti; l’Alleanza democratica per la riforma ucraina – Udar - dell’ex-campione del mondo di pugilato Vitalij Klishko, che sostiene di essere democristiano e che nel 2012 ha ottenuto il 13,98% dei voti; l’Unione pan-Ucraina per la libertà – Svoboda - del chirurgo Oleg Tjagnibok, trae origine dal Partito Nazionalsocialista d’Ucraina, chiaramente antisemita, che nel 2012 ha ottenuto il 10.45% dei voti. Queste tre formazioni politiche erano sostenute nelle strade e nelle piazze di Kiev da due formazioni paramilitari: Congresso dei nazionalisti ucraini, un gruppo nazista emerso dalle vecchie reti stay-behind della Nato nel blocco orientale, si dichiara sionista e per la deportazione degli ebrei ucraini in Israele, ha ottenuto l’1.1% dei voti nel 2012; Autodifesa ucraina, un gruppo nazionalista che ha inviato i membri a combattere contro i russi in Cecenia e Ossezia durante il conflitto georgiano, nel 2012 ha ottenuto lo 0.08% dei voti. La posizione della Chiesa autocefala ortodossa ucraina è a favore dei protestanti solo per marcare i dissapori dal patriarcato di Mosca.

Il 1 gennaio 2014 è apparso chiarissimo che la richiesta di “Europa” da parte dei manifestanti era quantomeno minoritaria, se non addirittura un pretesto. Infatti, il partito nazista “Libertà” ha organizzato una fiaccolata di 15000 persone in memoria di Stepan Bandera (1909-1959), il leader nazionalista alleatosi ai nazisti contro i sovietici. Da allora la capitale è stata coperta di scritte antisemite e persone sono aggredite per strada perché ebree.

Con tecniche simili, e già sperimentate, nelle varie ‘rivoluzioni’ colorate e nelle ‘primavere’ arabe, l’amministrazione Obama ha inviato due funzionari Victoria Nuland, vice di John Kerry, e John McCain, senatore repubblicano e presidente dell’IRI, il ramo repubblicano della NED, a sostenere i manifestanti. Inoltre, come ci ricorda Thierry Meyssan nell’articolo “dopo la Jugoslavia, l’Ucraina”, sin dagli anni ’30 gli Stati Uniti hanno mantenuto rapporti con esponenti neonazisti ucraini e che durante la presidenza Reagan, Jaroslav Stetsko, primo ministro dell’Ucraina sotto il Terzo Reich, divenne il leader del movimento del Blocco delle nazioni anti-bolsceviche e membro della Lega anti-comunista mondiale, e che successivamente uno dei suoi vice, Lev Dobrianski, fu ambasciatore degli Stati Uniti alle Bahamas, mentre la figlia Paula Dobrianski fu sottosegretaria di Stato per la democrazia (sic) nell’amministrazione di George W. Bush.

La Russia è per ora impegnata a chiudere i giochi Olimpici di Sochi, ma ha sostenuto una linea morbida da parte del leader ucraino Yanukovich. Quest’ultimo ha infatti accettato di rilasciare molti degli arrestati durante le violenze dei mesi passati ed ha aperto a dialoghi con l’opposizione. Ma è di queste ore che la violenza è ricominciata a Kiev con occupazioni di edifici pubblici, sparatorie, alcuni morti e molti feriti.

Tutto questo sembra seguire una strategia che alla fine serve principalmente agli Stati Uniti per tenere l’Europa in scacco, come ai tempi della Yugoslavia, in un delicato momento elettorale europeo e quando vari paesi membri dell’Ue sono entrati o stanno entrando in una seria crisi politica interna. L’Italia già è in crisi politica, ma a maggio il Belgio potrebbe seguire la stessa sorte e la Francia potrebbe trovarsi con un partito di estrema destra con la maggioranza assoluta dei voti. La storia, purtroppo, sembra ripetersi!

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