BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MORTI IN UCRAINA/ Una guerra (incivile) per il gas

Pubblicazione:venerdì 21 febbraio 2014

Scontri in Ucraina (Infophoto) Scontri in Ucraina (Infophoto)

Cinque anni dopo la tragedia nucleare di Chernobyl, nel 1991 l’indipendenza era per l’Ucraina un modo per seppellire il socialismo sovietico e i suoi drammi. Primo atto fu infatti lo scioglimento e il divieto di costituzione del partito comunista ucraino che, invece, si ricostituì nell’ottobre 1993 e in alleanza con il ‘nuovo’ partito socialista ucraino portò all’elezione di Oleksander Moroz a presidente del parlamento ucraino e del corrotto politico filo sovietico Leonid Kuchma a presidente della repubblica ucraina (1994-2005). Le divisioni e le faide interne ai vari partiti ex-comunisti hanno caratterizzato il clima politico ucraino principalmente attorno alla spartizione delle industrie e delle banche che si dovevano privatizzare. Già alla fine del 2002, Oleksander Moroz, Viktor Yushchenko (Our Ukraine), Petro Symonenko (partito comunista ucraino) e Yulia Tymoshenko (Yulia Tymoshenko bloc) firmarono un comunicato congiunto che dichiarava “l’inizio dello stato di rivoluzione” nel paese.

Dal novembre 2002 al 2004 il governo ucraino fu guidato da Viktor Yanucovich che si oppose fortemente alle idee ‘rivoluzionarie’ di Yulia Tymoshenko. Tuttavia, tra il 2004 e il 2005 si svolse la ben programmata e finanziata “rivoluzione arancione”, dalla quale si dissociò il partito comunista ucraino. Nel 2005, la rivista americana Forbes incluse Yulia Tymoshenko tra le 100 donne più influenti del pianeta. Infatti, dal 2007 al 2010 la Tymoshenko è stata eletta a capo del governo ucraino. In questo periodo la Tymoshenko fu sospettata di corruzione per “l’affare del gas con la russa Gazprom”. Viktor Yanucovich, che dal 2007 era stato nominato presidente del consiglio del CIS (Commonwealth of Independent States), si è candidato alle elezioni presidenziali del 2010 che ha vinto contro Yulia Tymoshenko. Quest’ultima ha cercato di dimostrare che il voto era stato truccato, presentando vari ricorsi poi ritirati. All’inaugurazione del mandato presidenziale di Yanucovich, mentre la Tymoshenko si rifiutò di partecipare, accorsero esponenti politici e religiosi importanti, tra i quali Catherine Ashton, alto commissario per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, e il patriarca Kirill della chiesa ortodossa di Mosca.

Dall’ottobre 2011, Yulia Tymoshenko è detenuta in esecuzione di una condanna a 7 anni per i fatti di cui era sospettata in relazione al gas della Gazprom. Nascosti dietro le spalle di una classe politica da circo e corrotta, agiscono gli ‘oligarchi’. Come anche in Russia, dopo la fine dell’era sovietica, un certo numero di ‘oligarchi’, uomini d’affari mafiosi e collegati alle varie fazioni politiche, con il sostegno dell’Occidente si sono appropriati di terreni, banche, immobili e industrie. I veri padroni dell’Ucraina sono gli oligarchi che ‘scelgono’ i politici da eleggere. Banche d’affari occidentali, industrie, investitori privati, e numerosi politici di rilievo non hanno avuto difficoltà nel farsi vedere al fianco degli oligarchi e di siglare lucrosi affari con i politici ucraini.


  PAG. SUCC. >