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DIARIO UGANDA/ Luigi Giussani High School un anno dopo: le testimonianze

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Nelle loro lettere gli studenti parlano anche di ciò che, secondo loro, rende speciale la realtà che frequentano. Una scuola attenta ai bisogni dei ragazzi, capace di accogliere e di ascoltare, che non lascia indietro nessuno. Si fanno anche confronti con le altre scuole della capitale. I ragazzi sanno da chi frequenta altri istituti quanto può esser spiacevole arrivare in ritardo o non aver fatto in tempo a terminare i compiti. A nessun insegnante interessa il perché di quel ritardo: magari ci si è alzati presto per lavorare, oppure si è malati…

Nei loro racconti si legge la meraviglia di frequentare una scuola bella, con i servizi igienici funzionanti, che organizza gite, seminari, incontri. Una scuola che non ti strappa dalla famiglia ma che anzi tenta un dialogo con i genitori. Insomma, come dicono Anthony, Steven, Denis, Cheisa, Dorrine “una scuola che lavora per far emergere il meglio delle nostre capacità e di noi stessi”.

A fine febbraio verrà inaugurata una nuova ala dell’edificio che potrà accogliere un maggior numero di studenti, fino a completare l’intero ciclo della scuola secondaria. “Non vogliamo solo un aiuto – chiarisce Rose – Ci piacerebbe che tutti quelli che incontriamo, specialmente i nostri amici, possano scoprire il valore della loro vita, la loro dignità. E ci piacerebbe fare assieme a loro questa scoperta, perché abbiamo lo stesso valore e la stessa dignità”.    



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